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Scienza e conoscenza

 

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Meditazione, genetica e immunità
Numerosi studi che ho riassunto in due libri scritti con Antonia Carosella dimostrano che le tecniche antistress e meditative hanno effetti importanti sulla salute. Se correttamente apprese e praticate regolarmente aiutano a risolvere disturbi dell’umore (ansia e depressione), ma anche ipertensione e malattie infiammatorie di origine autoimmune. Sono anche di grande aiuto nel trattamento dei tumori.
Riguardo ai disturbi dell’umore, un nostro studio in corso di pubblicazione, realizzato su 71 partecipanti al corso di base “Meditazione a indirizzo Pnei” condotto da Antonia Carosella e da chi scrive, ha dimostrato un abbattimento dei sintomi d’ansia e depressione di tre volte rispetto alla condizione di partenza. Di rilevo sono le seguenti caratteristiche: brevità del corso, livello iniziale di attività antistress e meditativa, elevato livello di istruzione dei partecipanti con una forte quota di medici e psicologi e di altri operatori sanitari.
Riguardo al sistema immunitario, recentemente è stato pubblicato su Brain Behavior and Immunity, la rivista internazionale leader nel campo della ricerca psiconeuroendocrinoimmunologica, uno studio realizzato 75 donne a cui era stato diagnosticato un tumore al seno e che erano state operate. Il campione è stato diviso in due gruppi: uno ha seguito un corso di 8 settimane, con una seduta settimanale di due ore e mezza ciascuna, di apprendimento di tecniche antistress e meditative; l’altro invece ha funto da controllo.
Dopo l’intervento chirurgico e prima di iniziare l’esperimento, tutte le donne sono state studiate con vari strumenti per valutare la qualità della vita, il loro livello di stress (tramite l’analisi del cortisolo, principale ormone dello stress) e il livello del loro sistema immunitario (misurando alcune citochine –segnatamente le citochine del Th1 e del Th2\Th3- e l’attività di alcune cellule, tra cui le Natural Killer).
In questa fase tutte le partecipanti avevano un basso punteggio relativo alla qualità della vita, alti livelli di stress e un sistema immunitario complessivamente squilibrato in senso Th2\Th3 e cioè un relativo aumento di IL-4 e IL-10 e un basso livello di IFN-gamma e IL-12.
A metà del corso di meditazione già erano visibili cambiamenti importanti che si sono poi consolidati alla fine del corso e nel successivo controllo a tre mesi.
Le donne che avevano imparato a meditare avevano un punteggio più alto relativamente alla qualità della vita mentre i livelli di cortisolo erano nettamente più bassi delle altre.
Di notevole interesse è poi lo studio sull’immunità che ha mostrato nelle “meditanti” una rapidissima capacità di recupero di un profilo immunitario da persona sana.
E cioè il nostro sistema immunitario ha una serie di armi per combattere il tumore, che in gergo si riassumono in una espressione: immunità cellulo mediata di tipo citotossico cosiddetta di tipo Th1. Il che vuol dire che sono molto attive cellule che ammazzano altre cellule (sono cioè “citotossiche”). Tramite questo circuito immunitario noi possiamo scovare le cellule trasformate e distruggerle. Queste cellule killer dei tumori sono i linfociti T citotossici e le Natural killer, le quali vengono fortemente indebolite dallo stress tramite il cortisolo.
Quando è attiva questa immunità protettiva, nel sangue ci sono alcune molecole alte (interferone- gamma) e altre basse (interleuchina-10 e interleuchina-4). Ebbene le donne che partecipavano al gruppo della meditazione avevano esattamente questo profilo, a differenza delle altre che invece avevano quei valori capovolti. È noto che il problema principale della malattia tumorale è quello di prevenire la diffusione delle metastasi e di impedire la cosiddetta ricaduta e cioè la comparsa di un nuovo tumore. La principale assicurazione che abbiamo contro queste eventualità è il nostro sistema immunitario, la cui salute è influenzata da numerosi fattori comportamentali, ma innanzitutto dal grave stress emotivo che porta con sé una diagnosi di tumore e dagli effetti immunosoppressivi della terapia chirurgica e farmacologia.
Epigenetica meditativa
Ma adesso sappiamo anche qual è la strada che la meditazione usa per equilibrare il nostro sistema immunitario.
Tre anni or sono, uno studio pilota su praticanti il Qi Gong, antica tecnica cinese che, se correttamente praticata, è una forma di meditazione molto efficace, aveva dimostrato che nelle cellule immunitarie dei praticanti il Qi Gong si verificava un’espressione genica diversa da quella dei non praticanti, che riguardava in particolare i geni che controllano la risposta infiammatoria.
Nei neutrofili (cellule immunitarie di prima linea contro le infezioni) dei praticanti il Qi Gong si attivavano prontamente i geni che comandano la fagocitosi e cioè la capacità della cellula di “mangiarsi” batteri e virus. Ciò ovviamente conferisce all’immunità una forte capacità di risposta ad agenti potenzialmente nocivi, ma l’aspetto più interessante è un altro. Sempre nei neutrofili di queste persone, dopo la pronta attivazione dei geni per la fagocitosi, si verificava un’altrettanto pronta attivazione dei geni per l’apoptosi e cioè del suicidio cellulare programmato. Quest’ultima modalità è fondamentale perché garantisce che una cellula infiammatoria non rimanga troppo a lungo in questo stato, che, se nel breve periodo ci protegge dai patogeni, può, nel lungo periodo, danneggiarci. Di qui il meccanismo di salvaguardia garantito dall’apoptosi. In conclusione, in questo primo piccolo studio si era constatato che chi medita ha un profilo di espressione genica che determina un sistema immunitario pronto a rispondere e, al tempo stesso, a tornare rapidamente nei ranghi quando lo stimolo infettivo sia passato.
Uno studio recente ha allargato il campione e ha testato tecniche più semplici. Lo studio, pubblicato su PLOS, è stato condotto nel Mind Body Institute di Henry Benson, pioniere della ricerca sulle tecniche di rilassamento.
Una sessantina di persone sono state divise in tre gruppi di uguale entità: un gruppo di praticanti le tecniche di rilassamento di Benson da più di un anno (M); un gruppo di persone in buona salute non praticanti, che quindi fungevano da controlli (N1); un gruppo di praticanti di primo livello, che cioè avevano seguito un corso di base di qualche settimana (N2).
L’indagine sull’espressione genica, realizzata con la moderna tecnica del microarray, che consente la valutazione simultanea dell’espressione di migliaia di geni, ha dato i seguenti risultati: in M (i praticanti da lungo tempo) rispetto a N1 (i non praticanti) troviamo l’espressione differenziale di 2.209 geni, di cui 1.279 sovraespressi e 934 sottoregolati. Ma anche il gruppo N2 ( i praticanti novizi) rispetto a N1 ha espresso differenzialmente 1561 geni, di cui 874 sovraespressi e 687 sottoregolati. Complessivamente, anche in questo studio emerge un profilo di espressione genica nelle cellule immunitarie che conferisce ai praticanti un maggior controllo dell’infiammazione.
Ovviamente avremo bisogno di molte altre conferme, ma una nuova entusiasmante strada di ricerca è stata aperta: la valutazione degli effetti della meditazione sui geni, infatti, ci può spiegare l’efficacia clinica di questa pratica.
Di Francesco Bottaccioli
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La meditazione può rallentare l'AIDS
 La meditazione puo' aiutare a rallentare il decorso dell'Hiv/Aids, rallentando l'inesorabile declino del numero di cellule immunitarie che sono il bersaglio diretto del virus Hiv, ovvero i linfociti T CD 4+. La scoperta si deve a uno studio pubblicato sulla rivista Brain, Behavior, and Immunity e condotto da ricercatori dell'Universita' di Los Angeles. La meditazione rivelatasi 'efficace', soprattutto in
condizioni di stress, e' la cosiddetta 'mindfulness' che consiste nel concentrarsi sul presente evitando di pensare a passato e futuro. Gli esperti hanno coinvolto in una sperimentazione di otto settimane 48 sieropositivi e ad alcuni di loro hanno chiesto di frequentare classi di meditazione mindfulness, gli altri che invece non facevano meditazione sono assimilabili a un gruppo placebo. Nelle otto settimane, spiega David Creswell che ha condotto lo studio, coloro che avevano partecipato ai gruppi di meditazione non hanno mostrato alcuna riduzione delle cellule immunitarie CD 4+, viceversa nello stesso arco di tempo queste sono risultate ridotte nel sangue del gruppo placebo. Inoltre e' emerso un effetto dose-dipendente, ovvero il numero di sedute di meditazione svolto e' risultato proporzionale agli effetti positivi contro il decorso del male. Probabilmente, ipotizza Creswell, e' l'effetto antistress della meditazione a produrre questi risultati.
'Se confermati su un maggior numero di pazienti - conclude Creswell - allora si potrebbe pensare alla meditazione come a una terapia complementare da abbinare ai farmaci antiretrovirali'.
Da: Salutenews.it
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Meditazione e massaggio migliorano la qualità della vita

La vita in prossimità della morte assume un significato tutto particolare e, per alcuni, la dimensione spirituale diviene un fattore di primaria importanza. Fra i credenti questo porta solitamente ad un ri/avvicinamento alla fede di appartenenza ma, per i laici, questo desiderio di armonia con l'immateriale non sempre trova facilmente una risposta. Ricercatori USA hanno valutato se le pratiche di meditazione possono, o meno, rispondere efficacemente ai bisogni spirituali di persone vicine alla morte, un aspetto della qualità della vita spesso trascurato (QOL).E' stato quindi realizzato uno studio finalizzato a valutare se la meditazione (Metta) e il massaggio erano in grado di migliorare la qualità della vita in persone con AIDS.Si è trattato di uno studio clinico pilota, controllato e randomizzato realizzato presso un centro di assistenza per persone con AIDS (New Haven, Connecticut). Lo studio ha coinvolto 58 persone (43% donne) in fase avanzata di AIDS. I partecipanti sono stati assegnati random ad un mese di meditazione, di massaggio, di meditazione e massaggio combinati o a cure standard. Il gruppo con meditazione ha ricevuto istruzioni in materia e ha praticato giornalmente in regime di autogestione esercizi di meditazione con il supporto di un'audiocassetta. Relativamente al massaggio, un terapista certificato ha fornito prestazioni di massaggio per 30 minuti al giorno (5 giorni alla settimana). I risultati sono stati valutati sulla base dei cambiamenti all'ottava settimana dell'indice QOL-MV (Missoula-Vitas QOL Index), ed in particolare del punteggio totale e di quello trascendentale (spirituale). Il gruppo di trattamento combinato (meditazione+massaggio) ha registrato un miglioramento del punteggio generale (p = 0,005) e di quello trascendentale (p = 0,01) fra la baseline e l'ottava settimana; una differenza significativamente maggiore (p < 0,05) è stata registrata per meditazione e massaggio.
Ricerca realizzata da associati a: Yale Prevention Research Center, New Haven, Connecticut, USA.
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Gli strati della mente
di A. A. S.

 
Come nei gironi danteschi, la mente spazia attraverso tanti strati, che a volte si compenetrano.
Durante la giornata questi strati per la maggior parte restano nascosti, mentre nello stato vigile o conscio ne vediamo solo una piccola
parte a seconda del  grado di consapevolezza che abbiamo..
Quindi vi è una parte cosciente che elabora e tante dimensioni nascoste che tramano dietro.
In termini psico-analitici lo possiamo chiamare incoscio.
Quando dormiamo entriamo in un’ altra dimensione non cosciente, dove attraverso il sogno ci appare l’ espressione archetipa,
anche qui sovrapposta e  multidimensionale di un’ altra “realtà”.
In un sogno possiamo provare tante sensazioni, desideri, passioni, amore ecc…
Spesso il sogno è bizzarro o strano, ma solitamente vi è un sentimento predominante che risalta.
Quello è il “girone” che stiamo attraversando.
Ciò appare in misura meno evidente durante il giorno. Più si è presenti e consapevoli e quindi meno influenzati dai diversi strati
 multidimensionali che si sovrappongono attraverso i filtri della mente e più possiamo essere  presenti nella realtà che stiamo vivendo.
Le tecniche di meditazione e i vari lavori di consapevolezza, se ben sviluppati ci aiutano e essere meno condizionati dalla confusione
percettiva della mente. In definitiva è possibile poter osservare la realtà oggettiva per come si presenta. Questo ci da l’opportunità di attuare soluzioni
creative o semplicemente osservare la vita nella sua incredibile bellezza e varietà.
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Buddha spa
Il pensiero orientale può far bene agli affari. E puntare al profitto non è immorale. Purché serva, anche, a migliorare il mondo.
di Rosella Denicolò

Il business è un perfetto laboratorio per mettere alla prova l'antica saggezza buddista e applicarla alla vita reale", gli ha detto un giorno il suo maestro, il monaco tibetano Khen Rinpoche. Michael Roach ha ascoltato il discorso con molta perplessità. Poi si è tolto gli abiti tradizionali giallorossi, ha indossato una grisaglia e ha lasciato la quiete di un piccolo monastero nel New Jersey alla volta di New York. Per applicare la saggezza buddista al management, Roach ha scelto uno dei terreni più difficili: i diamanti. "Non avevo nessuna conoscenza di gemmologia e nessuna attrazione per i gioielli, ma l'istinto mi diceva che quello era il mio campo", racconta. "Così, sono andato di negozio in negozio a chiedere lavoro. La risposta è stata per 15 volte no, perché - io non potevo saperlo - il mondo dei diamanti è come una setta: estremamente chiuso, riservato ai clan familiari. È troppo facile rubarli, così la maggior parte delle aziende assume solamente nipoti o cugini, non uno sconosciuto ragazzo irlandese che vuole giocare con i preziosi". Ma il ragazzo ha molti motivi per continuare a giocare. Dopo l'ultimo rifiuto, decide di iscriversi alla scuola di gemmologia di New York. Qui incontra Ofer Azrielant, che finalmente lo assume. Ruolo: fattorino. Dopo pochissimo tempo, Ofer lo nomina responsabile della divisione diamanti della neonata Andine International Diamond Corporation (la divisione era composta da due impiegati, di cui uno era Roach). Dopo 17 anni di lavoro, la Andine diventa un'azienda con 500 impiegati, uffici in diversi Paesi del mondo e un utile annuo di 150 milioni di dollari. Ma il successo di Roach (che, nel frattempo, è diventato il primo americano maestro di buddismo, con il titolo di geshe) non si misura solo in denaro. L'ex ragazzo irlandese ha elaborato una strategia di management e, nel 1998, lascia i diamanti per dedicarsi all'istituto di formazione che ha fondato a New York, l'Enlightened Business Institute (www.enlightenedbusiness.com), dove si studia management dei bodhisatva. "Il primo obiettivo del business è fare soldi", scrive Roach in The Diamond Cutter (Doubleday). "Arricchire se stessi, sia esternamente che internamente. Nessuna contraddizione con il fatto di seguire un cammino spirituale. Per il buddismo il denaro, in sé, non ha niente di sbagliato". Fare soldi, e imparare a gioirne: ecco il secondo principio enunciato da Roach. "Un manager che si sta rovinando la salute per il troppo lavoro sta vanificando il vero scopo degli affari". Terzo, e ultimo: "Il business deve avere un significato, deve lasciare un'impronta nel mondo in cui opera. Avere uno scopo che va oltre il profitto personale". Cosa può succedere se un manager incomincia a meditare (tutte le mattine, per almeno mezz'ora), a sviluppare il proprio potenziale umano, a lavorare non più solo per un arricchimento individuale ma per uno scopo più grande? Succede che sperimenta quella che il premio Nobel Amartya Sen chiama la capability, la capacità di dare qualcosa di importante al mondo grazie al proprio lavoro. E questa potenzialità riguarda tutti: la tessitrice di Calcutta o il dirigente di un'azienda telefonica. Perché quello che conta non è cosa si fa, ma come lo si fa, con quale spirito, con quale atteggiamento nei confronti del mondo. "Nelle aziende ci sono persone di grandissimo talento e vitalità. Dotate di notevole capacità di fare, di realizzare, di portare avanti in gruppo un progetto", spiega ancora Michael Roach. "Se questa capacità viene messa al servizio di fini che non sono solo individuali, le potenzialità sono straordinarie. Anche perché, secondo la visione buddista, più si è generosi più i profitti crescono". Un'idea che, al di là dei principi religiosi di Roach, è diventata la chiave per muovere il motore dell'etica dentro le grandi aziende. Dietro ogni transazione c'è sempre uno scambio. "Se il business sostiene la comunità, la comunità sostiene il business". È la filosofia che anima i fondatori di una grande catena americana di gelaterie, la Ben & Jerry: "La comunità ti riconosce le scelte etiche, come l'assunzione dei senzatetto, l'utilizzo di energie alternative, la scelta di una banca che sorge su un'area depressa e che investe nella comunità locale. Ti riconosce e ti premia, con l'acquisto dei tuoi prodotti". La moralità, dunque, crea vantaggi economici. Per citare qualche esempio: il Dow Jones Sustainability della Borsa americana, che seleziona 200 società eticamente corrette in 33 Paesi del mondo, ha registrato andamenti economici migliori rispetto al Dow Jones Global. Oppure: in un ambiente di lavoro confortevole, che offre la possibilità di continuare a imparare e di crescere professionalmente, il livello di turn over cala drasticamente. Il che fa risparmiare alle aziende un sacco di soldi. La Sas, una grande web company americana, ha scoperto che il semplice mantenere il turn over attorno al 4 per cento (contro una media generale del 20 per cento) "vale" 75 milioni di dollari all'anno. Quando le persone si sentono libere di esprimere e sviluppare il proprio potenziale sono più motivate a dare, a creare. Così cresce quello che gli economisti chiamano "il capitale intangibile", che comprende il capitale intellettuale e le capacità relazionali e di comunicazione. E va bene. Queste sono cose che, ormai, dicono tutti i più lungimiranti tra gli esperti del marketing. Quello che conta, l'idea nuova che comincia a farsi largo, è che la comunità non riconosce solo le scelte etiche visibili da fuori; i clienti percepiscono se la qualità etica è anche all'interno dell'azienda, nella gestione dei rapporti. "Il nostro obiettivo principale è che ognuno lavori provando piacere per quello che fa", spiega Piero Mottarella, presidente di una piccola catena di ristorazione a Desenzano (Brescia), che impiega 60 persone. "Se qualcuno, per esempio, è in crisi, non fa finta di stare bene. Ne parla, e gli altri lo supportano, lo sostituiscono e gli stanno vicino. Il lavoro diventa uno spazio dove ognuno può essere se stesso e crescere, a ogni livello. Tutti si sentono riconosciuti, possono esprimersi anche al di fuori del proprio ruolo. Il cameriere può dare suggerimenti al cuoco, il cuoco al manager. La comunicazione circola in modo naturale. E, quando c'è un intoppo, lo vediamo subito nei resoconti di cassa. Usiamo, insomma, il bilancio come un rivelatore del livello vitalità del sistema. A volte basta fermarsi un attimo e chiedersi, semplicemente, cosa c'è che non va. Magari si tratta solamente di un piccolo conflitto che non è emerso. Oppure, può essere necessario organizzare un corso di formazione per capire più a fondo cosa è necessario cambiare. Il risultato? I clienti si sentono a loro agio, mentre noi non facciamo altro che essere noi stessi. E noi non dobbiamo mai licenziare nessuno". Se non stai creando una comunità, insomma, non sei un manager. Questa idea è un chiodo fisso nella testa di Marco Roveda, l'imprenditore che ha inventato il marchio dei prodotti biologici Scaldasole. Oggi, Roveda ha messo tutte le energie nel progetto Life Gate: è un portale di ecocultura che contiene un sacco di cose (tra cui una radio), e vuole creare intorno a sé una comunità di persone con gli stessi interessi e sensibilità. La comunità inizia in ufficio: "La mia ricetta di management è molto semplice. Primo: la motivazione non si crea né con la carota (incentivi economici) né con il bastone (paura di perdere il lavoro). A Life Gate, la gente si sente libera di essere se stessa e di andare oltre il ruolo stabilito. Secondo: il riconoscimento è necessario. Ognuno deve "firmare" quello che fa, prendersi la responsabilità diretta sia del successo che dell'insuccesso. Terzo: la cura. Lo spazio del lavoro ha bisogno della stessa cura, anche estetica, che mettiamo nelle nostre case. Un ambiente caldo, colorato, scalda le emozioni e mantiene viva la creatività. Quarto: molta fiducia e poco controllo. Se ci sono i carabinieri, arrivano anche i ladri. Basare il rapporto sulla fiducia fa bene all'atmosfera del lavoro e crea vantaggi economici. Insomma, il management etico sembra riscrivere le regole dei rapporti sindacali nati agli albori della old old economy, che prevedevano conflitti lunghi e astiosi, risolti dopo lunghe e feroci trattative condotte sul filo del centesimo, in cui i ruoli di lavoro venivano riconosciuti soltanto dopo estenuanti battaglie. È possibile realizzare la quadratura del cerchio, che assicura il benessere ai bilanci e anche a chi lavora? È presto per rispondere. Certo è che si tratta di idee molto innovative. Così, viene spontaneo domandarsi cosa accade quando un'azienda etica ha rapporti con altre governate da principi tradizionali. Risposta: l'incontro non è facile, soprattutto se la società in questione, come la Data Consult di Pordenone, si occupa di sistemi informatici. "Dieci anni fa abbiamo deciso di lavorare solo con aziende che adottano criteri etici, come la trasparenza fiscale", spiega Danilo Balbinot, il presidente. "Potrebbe sembrare una rinuncia a possibili guadagni. Non è così. Quando lavoriamo con una società con cui non siamo in sintonia, salta sempre fuori qualcosa di importante che non funziona. La coerenza, al contrario, si rivela capace di generare risultati economici tangibili. Da un anno stabilisco rapporti solo con persone che sono sulla mia stessa lunghezza d'onda, con cui la comunicazione è molto facile. Mi sono accorto che lo scambio diventa più fertile, a tutti i livelli. Trovare i propri simili è molto importante. Quando fai scelte che vanno controcorrente rischi di sprofondare nella solitudine, e questo senso di isolamento non giova né al lavoro né al business". Il passo successivo è venuto di conseguenza: fare di tutto perché le nuove aziende etiche non si sentano "cuori solitari". E così, Danilo Balbinot ha contribuito, di recente, a dare vita all'associazione Ethiqual: raccoglie le aziende che non hanno come unico scopo il profitto, ma anche il benessere sociale.
 
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Ambiente : Vastu Shastra

Vastu Shastra significa letteralmente “scienza dell'ambiente”, è il canone della tradizione vedica (gli antichissimi testi sacri degli indù) per la costruzione di case, edifici, templi, città. È il fondamento filosofico dell'architettura indiana. Il principio su cui si basa è la costruzione di edifici (e non solo, esiste anche il Vastu dei mobili, degli oggetti e persino dei veicoli!) che siano in armonia con le forze della natura: e cioè i 5 elementi e le loro energie, definite genericamente come prana.
I 5 elementi: La terra (Bhumi), intesa come pianeta, il cui prana è magnetico e gravitazionale e scorre principalmente sull'asse Nord-Sud.
L'acqua (Jala), rappresentata dai mari, i fiumi, i laghi, oltre che dalla pioggia (stato liquido), e dalla nebbia, dal vapore e dalle nuvole (stato gassoso). Il prana dell'acqua scorre in tutti i liquidi, compreso il nostro sangue.
L'aria (Vayu) è una sorgente di prana preziosissima. Il benessere di tutti gli esseri viventi dipende in grande misura da una corretta composizione dell'aria - con tutti i vari elementi che la compongono e dalla sua umidità, temperatura, flusso, pressione.
Il fuoco (Agni) si manifesta come luce e come calore; il suo canale principale scorre sull'asse Est/Ovest, seguendo il cammino quotidiano del Sole.
Lo Spazio (Aakasha), che, infine, accoglie tutti gli altri elementi.
Il Mandala Purusha
Secondo il Vastu questi 5 elementi sono continuamente in relazione tra loro e la conoscenza profonda di queste relazioni è la chiave dell'armonia tra gli esseri viventi e l'ambiente in cui vivono. Queste relazioni sono definite attraverso alcuni mandala, diversi a seconda del tipo di costruzione, ma sostanzialmente molto simili tra loro: i mandala Purusha.
Purusha è lo spirito divino da cui ebbero origine tutte le altre divinità. È spesso raffigurato come un gigante e nei mandala la sua posizione definisce le direzioni NSEO e il centro. È la personificazione dello spazio!
Il mandala Purusha è un diagramma quadrato suddiviso in varie regioni anch'esse di origine mitologica: secondo la leggenda, in tempi remotissimi, a causa della presenza di un essere misterioso e invisibile, si verificò un'ostruzione del passaggio tra la terra e il paradiso. Così tutti i 45 dèi del pantheon indù, con a capo Brahma, si riunirono e con un'azione di forza riuscirono a spostare quella creatura misteriosa: a seconda del ruolo che ebbero nell'operazione fu assegnata loro una posizione nel mandala. Brahma si trova al centro e costituisce il vero e proprio “ombelico” della casa o dell'edificio. E a seconda delle qualità degli dèi in questione, Vastu assegna una specifica attività a ciascuna zona della casa. Ad esempio il centro, la zona di Brahma, dovrebbe essere lasciata libera da ogni genere di ostruzione, in quanto nucleo “respirante della casa”. La zona di NE, dedicata a Shiva, il signore degli dèi, è la zona migliore per le attività meditative e in generale anche per lo studio. Il mandala si compone di una serie di assi che si intersecano tra loro, definendo dei punti. Ciascun punto ha la sua funzione ed è adatto a qualcosa, ma non a qualcos'altro. Alcuni di questi punti e linee sono zone “sensibili” che vanno lasciate libere da ogni possibile ostruzione.
È praticamente impossibile entrare nei dettagli delle indicazioni del mandala, che è estremamente preciso nella descrizione e designazione di ogni zona e delle sue funzioni all'interno della casa.
Il valore del Vastu
Ciò che è veramente interessante in questo sistema - esattamente come accade nel Feng Shui, l'analogo cinese - è il grande rispetto che viene dato all'ambiente e a tutti gli esseri viventi, l'estrema attenzione all'equilibrio e all'armonia tra uomo e natura! Entrambe le scienze, già molto prima della scoperta, in occidente, delle leggi di gravitazione universale e del magnetismo terrestre erano profondamente consapevoli del flusso energetico che scorre tra il Nord e il Sud magnetico del pianeta e delle forze gravitazionali, genericamente definite da loro come “forze cosmiche”. Il Vastu si pone dunque come ponte tra queste energie cosmiche e terrestri e il campo energetico degli individui, definito secondo la tradizionale mappa dei 7 chakra. Secondo il Vastu una costruzione è l'estensione delle persone che ci vivono dentro ed è connessa sia alle energie cosmiche presenti nell'ambiente circostante così come al campo energetico degli occupanti. Vastu si pone l'obiettivo di portare salute, felicità e benessere: come ogni scienza di carattere metafisico - quasi esoterico - può portare dei benefici se affrontata senza superstizioni o fanatismi. È un semplice mezzo, una “mappa” per portare una cura e una consapevolezza maggiori all'ambiente che ci circonda e quindi a noi stessi. Del resto, Feng Shui e Vastu, entrambi connessi ad antiche e rispettabili tradizioni, sebbene abbiamo molti elementi in comune, danno spesso, da un punto di vista pratico, indicazioni diverse: nel senso che una casa costruita, arredata e “vissuta” secondo il Feng Shui non sempre è l'ideale secondo i principi del Vastu!
Il buon senso allora suggerisce di “giocare” con queste mappe, di utilizzare il Vastu come un'arte... e di prendere ciò che sicuramente ha di buono e cioè la cura per l'ambiente, l'armonia e le relazioni tra esseri viventi e ambiente.
Ma senza lasciarsi intrappolare da “trip mentali” e terrorizzarsi se: “Oddio la mia casa è tutto l'opposto di quello che dice il Vastu”.
Quindi divertitevi col Vastu... se vi va!   
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Fiducia, essere in sintonia con l'esistenza
tratto da un  discorso el maestro spirituale Osho Rajneesh

Osho, perché non mi fido di nessuno? Come posso amare quando le persone sono così false?
Fin da piccoli siamo educati alla sfiducia. Sei stato educato in modo tale che ti è impossibile aver fiducia. Il dubbio è stato piantato profondamente nel tuo essere. Di fatto, è una strategia di sopravvivenza: se non dubiti, non sarai in grado di sopravvivere. Devi guardare il mondo con occhi ostili, come se tutti fossero nemici. Non puoi neanche fidarti dei tuoi stessi genitori.
Col tempo il bambino impara che non può fidarsi di nessuno. I genitori sono molto contraddittori, dicono una cosa e ne fanno un'altra. Il bambino si sente confuso. Per lui è molto difficile capire ciò che realmente vuole sua madre. In realtà anche la madre stessa non lo sa. E il bambino sente sempre di più che è impossibile aver fiducia in qualcuno. Così nasce la sfiducia… Non fidarti di chi ti sta intorno. I tuoi maestri, i genitori, i tuoi amici, il tuo quartiere, la società, il prete, il politico: sono tutti ipocriti, ti stanno tutti ingannando. In questo mondo non puoi fidarti di nessuno. Prima o poi questa conclusione si affaccia alla mente del bambino. Ma il danno più grande è che il bambino non può neanche fidarsi di se stesso. Perché? Perché qualsiasi cosa faccia seguendo la sua natura, non piace mai a nessuno. Qualsiasi cosa faccia seguendo ciò che sente viene sempre condannata come sbagliata.
Vuole andare a giocare con gli amici e la mamma dice: ”Fai i compiti”. Se avesse fiducia in ciò che sente dovrebbe andare fuori a giocare, ma è pericoloso. La madre si arrabbierà e domani a scuola anche la maestra si arrabbierà… e lo puniranno! Non può aver fiducia in ciò che sente, quindi fa uno sforzo e si siede a fare i compiti. Quando vuole cantare, non può. Quando vuole giocare non può. Qualsiasi cosa voglia, sono tutti contro. Sembra che ci sia una cospirazione. Via via, comincia a sentire che: “Se faccio ciò che mi piace, vengo punito. Se non faccio ciò che mi piace vengo apprezzato”. Come può aver fiducia in se stesso? È pericoloso! In questo modo prima perde la fiducia negli altri, poi perde la fiducia in se stesso. Ecco perché è così difficile avere fiducia. Tutta la tua vita è contro la fiducia. Ti succederà molte volte, ma questo è naturale, non c'è niente di cui preoccuparsi. Molte volte ti perderai nel dubbio. Ricordatelo e torna indietro, riprendi di nuovo il filo della fiducia. Col tempo, come hai imparato la sfiducia, dovrai disimpararla. Come hai imparato la sfiducia, dovrai imparare la fiducia. E imparare la sfiducia è facile perché soddisfa l'ego. Imparare la fiducia è più difficile perché lo distrugge. La fiducia porta una nuova brezza, una nuova apertura, una nuova porta. Tu non la conosci. Ti stai muovendo in un territorio sconosciuto. E così nasce la paura. E non puoi neanche fidarti di te stesso, altrimenti non ci sarebbe così tanta paura. Se avessi fiducia in te stesso, sapresti almeno da dove cominciare. Ma non c'è neanche quella. La fiducia come tale è semplicemente scomparsa dalla tua vita, quella dimensione è inaccessibile per te. La tua mente troverà mille argomenti contro la fiducia. Non puoi fidarti di nessuno. E non puoi fidarti di te stesso. Ti ricordi un momento della tua vita in cui la fiducia ti è stata di aiuto? Ti ricordi di qualche volta in cui la fiducia ti ha portato qualche beneficio? Quando hai avuto fiducia, sei stato sempre ingannato. Col tempo hai perso fiducia nella tua stessa fiducia, nel tuo stesso essere. Di fatto la questione non sta nel perché non puoi fidarti. Ora hai iniziato a pensare alla fiducia, sta crescendo in te il desiderio di aver fiducia. Il seme sta germogliando. Sono contento che in te sia nata questa domanda. Almeno non hai smesso di cercare la fiducia. E questo basta. Adesso sono possibili molte cose. Se continui a insistere in questa ricerca, se continui a cercare situazioni in cui permetti alla fiducia di esistere… In principio sarà difficile, a causa delle vecchie abitudini. Ma quando comincerà a succedere, un po' alla volta, passo dopo passo, sarai riempito da un tale benessere, che sarai capace di rischiare sempre di più. Solo sperimentandola troverai il coraggio. E un giorno, potrai rischiare tutto per la fiducia, perché il divino arriva attraverso la fiducia, l'amore arriva attraverso la fiducia, attraverso la fiducia arriva tutto ciò che è bello. Con il dubbio non c'è altro che tristezza; con il dubbio non c'è altro che il buio; con il dubbio non ci sono altro che incubi; con il dubbio non c'è altro che l'inferno. A te la scelta. La società ha fatto il suo lavoro, ti ha corrotto profondamente. Ma ora non c'è bisogno di piangere sul latte versato. Qualsiasi cosa sia successa, è successa, ma può essere cambiata. Devi prendere coscientemente nota di questo e cominciare a lavorarci sopra. Lavorare su questo è l'impresa più grande della vita.
Non è attraverso il Corano, la Bibbia o la Gita che trovi la religiosità. La scopri quando hai fiducia nella vita. Quando la tua fiducia è tale che anche se vieni ingannato migliaia di volte continui ad avere fiducia… Perché essere ingannato non è niente, invece perdere la fiducia è perdere tutto.
Cerca di comprendermi nel modo giusto: non sto dicendo che se avrai fiducia non sarai ingannato. Non sto dicendo questo. Potresti diventare ancora di più una vittima e molte persone ti inganneranno. Non sto promettendo che se avrai fiducia, nessuno ti ingannerà più. Questo non ha senso, in realtà le persone potrebbero ingannarti di più. Ma ora sai che essere ingannati è meglio che perdere la fiducia, perché la fiducia ti dà l'eterno. E se non vieni ingannato che cosa salverai? Un po' di denaro, una casa, questo, quello... e la morte ti porterà via tutto in ogni caso, allora che bisogno c'è di avere paura? Solo per queste piccole cose butti via la fiducia? Butti via l'amore? Tu dici: “Come posso amare quando le persone sono così false?”. Lascia che ti ingannino. Su che cosa ti possono ingannare? Di che cosa ti possono derubare? Possono portar via i tuoi soldi, o qualcosa che possiedi, ma se rimane la fiducia, sarai in possesso della tua anima. 1
Fiducia in te stesso
Tu non sai che cosa diventerai. Non conosci il tipo di fiore nel quale fiorirai, quale sarà il suo colore, quale sarà il suo profumo. Non lo sai. Ti muovi in un territorio sconosciuto. Semplicemente ti fidi dell'energia della vita. Ti ha fatto nascere, è il tuo fondamento, il tuo essere. Ti fidi. Sai di essere figlio di questo universo e se questo universo ti ha dato la vita, si prenderà anche cura di te. Quando hai fiducia in te stesso, hai fiducia anche in tutto l'universo. E questo universo è così bello. Devi solo guardare… ci sono così tanti fiori che nascono, come puoi non avere fiducia? C'è una bellezza così incredibile tutto intorno a noi, come puoi non fidarti? Una tale vastità, una tale grazia, dalla più piccola particella di polvere alla più grande delle stelle; una tale simmetria, una tale armonia; come puoi non fidarti di tutto questo?
Basho ha detto: “Se da questo universo nascono i fiori, allora ho fiducia”. Capite? Mi sembra che sia abbastanza logico, un ottimo argomento: se questo universo può far nascere così tanti bellissimi fiori, se una rosa può esistere, allora ho fiducia... Se è possibile che nasca un fiore di loto, allora ho fiducia nell'universo. La vera educazione è la fiducia in te stesso e nell'esistenza che ti permetta di sviluppare qualsiasi cosa sia nascosta nel tuo potenziale, portare all'esterno, manifestare qualsiasi cosa ci sia dentro di te. Ma questo non succede mai nella cosiddetta “educazione”. Invece di portare le cose all'esterno, ti vengono messe dentro con la forza. Vieni riempito di informazioni. Alla società interessano le sue idee, le sue ideologie, i suoi pregiudizi, la sua tecnologia. La tua testa viene usata come uno spazio vuoto, che la società deve arredare, ammobiliare. Di solito qualsiasi cosa sia disponibile sotto il nome di educazione, altro non è che imbottire la tua mente di conoscenza, perché la conoscenza è utile. A nessuno importa di te, a nessuno importa del tuo destino.
C'è bisogno di più dottori, di più ingegneri, di più generali, c'è bisogno di tecnici, idraulici, elettricisti. Così vieni costretto a diventare un idraulico, oppure a diventare un dottore, un ingegnere. Non sto dicendo che ci sia qualcosa di sbagliato nell'essere un ingegnere o un dottore, ma è certamente sbagliato se questo viene indotto dall'esterno. Se essere un dottore nasce dalla fioritura di una persona, allora intorno a lei vedrete accadere un grande fenomeno di guarigione. Sarà un guaritore nato. Sarà veramente un dottore, il suo tocco sarà magico. È nato per essere un dottore.
Ma quando viene indotto dall'esterno, quando diventa una semplice professione, perché si deve vivere e si deve imparare a guadagnarsi da vivere... io questo non lo chiamo educazione, lo chiamo crimine. È veramente un miracolo che nonostante tutto questo, qualche volta nel modo fiorisca un buddha. È un miracolo. È semplicemente incredibile che qualcuno riesca a fuggire. È una metodologia per ucciderti. I bambini piccoli vengono intrappolati dentro questo meccanismo. Non sanno dove stanno andando, non sanno che cosa viene fatto loro. E quando ne diventano consapevoli, sono già completamente distrutti, corrotti. Quando arriva il momento di scegliere cosa fare della propria vita, sono quasi del tutto incapaci di muoversi in una direzione diversa da ciò che gli è stato insegnato. Questa è la ragione per cui nel mondo c'è così tanto caos: tutti sono nel posto sbagliato, nessuno è dove dovrebbe essere.
Le mie meditazioni sono fatte per riportarti all'infanzia, quando non eri rispettabile, quando potevi fare cose pazze, quando eri innocente, incorrotto dalla società, quando ancora non avevi imparato gli inganni del mondo, quando non eri di questo mondo. Mi piacerebbe che tu tornassi a quel punto. E da lì, ricominciare. E questa è la tua vita. Ci sarà bisogno di disimparare. Disimparare significa che la smetti con questi modi sbagliati, smetti di percorrere strade che non sono tue, strade in cui sei stato costretto dalla società che ti ha convinto ad accettarle come giuste. Ti prendi la responsabilità della tua vita, diventi il maestro di te stesso. 2
1. The Divine Melody #8
2. The Discipline of Transcendence Vol.4 #6
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Perle di ZEN 

 
Una luna piena;

Stelle senza numero; il cielo

verde scuro.

 
                                  Anon
Queste non sono normali poesie; sono espressioni di meditazione profonda. Le notti, specialmente le notti di luna, sono considerate un grosso sostegno per la meditazione. Ora persino la scienza sospetta che la luna ha un certo effetto sulla mente, perché la maggior parte delle persone che impazziscono, impazziscono in una notte di luna piena. Da qui la parola lunatico.
Più persone si suicidano con la luna piena che in qualsiasi altro periodo, e più persone si illuminano con la luna piena che in qualsiasi altro momento. La scienza ha le sue ragioni... La luna è in effetti parte della terra. Circa quattro miliardi di anni fa un grosso blocco della terra si è separato. Gli oceani sono nati da quel blocco che si è separato; si è lasciato dietro valli profonde riempite poi dalla pioggia, e che sono diventate oceani.
La luna ha un sesto della gravità della terra, perché è un sesto di grandezza. Questo vuol dire che, quando osservi la luna, a poco a poco diventi più leggero, la forza di gravità pesa di meno sul tuo essere. Questa è la spiegazione degli scienziati. E puoi osservare l'effetto che ha sui mari, che sono nel posto che apparteneva alla luna... dove una volta c'era la luna. Ecco perché con la luna piena ci sono grandi maree.
Il corpo umano è formato per l'ottanta per cento d'acqua, acqua dell'oceano con le stesse sostanze chimiche. Proprio come la marea sale nell'oceano, qualcosa sale nell'essere umano. Se è sulla strada giusta, potrà forse diventare illuminato. E se è sulla strada sbagliata, può suicidarsi o uccidere qualcuno o impazzire... ci sono mille modi. Ma c'è solo una via per raggiungere la tua sensibilità suprema, la via della meditazione, la via del chiudere tutte le porte che si aprono verso il mondo esterno e andare dentro.
Ogni tanto questi meditatori Zen hanno aperto gli occhi e hanno visto la luna o un tramonto o un fiore di loto, e da questa meditazione è nata una certa espressione. Solo tramite la meditazione sarai in grado di capirla. Non è poesia, non è scritta con la mente; è un'emozione sentita col cuore.

Una luna piena;

stelle senza numero; il cielo

verde scuro.

Se sei in meditazione profonda e vedi il cielo scuro con tutte quelle stelle e un'unica luna, subito il tuo silenzio diventerà molto più profondo.
Questi haiku non hanno significato per chi non ha mai sperimentato la meditazione.
Dogen, The Zen Master: A Search and a Fulfillment

 
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 Medicina Tradizionale Cinese: la teoria dei cinque movimenti

Uno sviluppo della teoria dello Yin/Yang che ha importantissime applicazioni nella Medicina Tradizionale Cinese è la teoria dei cinque movimenti o delle cinque fasi di trasformazione dello Yin e dello Yang.
Questa teoria dall’analisi più raffinata delle dinamiche Yin/Yang in natura. Yin e Yang si trasformano in continuazione uno nell’altro. Questo concetto è graficamente reso dal diagramma noto come “ruota del Dao” o, in cinese taì ji tu.
La crescita dello Yin fino ad un punto di massima prevalenza (mai assoluta) si accompagna ad un decremento dello Yang che, al suo minimo affiora nella pienezza dello Yin. La stessa cosa avviene di converso per lo Yang.
Possiamo osservare  nel cosmo la ciclica presenza di massimi e minimi dei due principi e di fasi intermedie. Nello spazio ad esempio troviamo lo Yang al suo massimo a Sud (dove il sole raggiunge lo zenit) e lo Yin al suo massimo a Nord, mentre l’Est (alba) esprime la fase di crescita dello Yang nello Yin della notte e l’Ovest (tramonto) la fase di crescita dello Yin nello Yang del giorno.
Le stagioni possono essere collocate sugli stessi assi degli estremi ( estate-massimo Yang, inverno-massimo Yin) e delle trasformazioni (primavera-Yang nello Yin, autunno-Yin nello Yang). Possimao vedere la stessa dinamica riferita alle ore della giornata con il massimo Yang a mezzogiorno, il massimo Yin a mezzanotte, lo Yin nello Yang alle 18 e lo Yang nello Yin alle 6.
Nell’antico testo divinatorio Yi Jing (il libro dei mutamenti) lo Yin è rappresentato con una linea discontinua - -, mentre lo Yang con una linea continua —. Questa notazione deriva dall’antica arte divinatoria dell’interpretazione oracolare delle linee di frattura prodotte dal fuoco su ossa animali o su gusci di tartaruga.
Le quattro fasi di trasformazione possono essere quindi rappresentate da 4 digrammi. Il ciclo delle trasformazioni riconosce quindi quattro fasi che si alternano ciclicamente nel tempo, ma queste trasformazioni riconoscono un perno centrale sul quale ruotano, una fase di cambiamento da uno stato all’altro senza la quale non si avrebbe continuità.
Graficamente questo centro è l’intersezione degli assi. Trasportato nello spazio, questo centro coincide con il punto di osservazione (punto che dà senso a tutte le direzioni). Se vogliamo trasporlo nel tempo, questo centro può essere riconosciuto in ogni momento intermedio di trasformazione fra le quattro fasi principali e, infatti, nell’arco dell’anno viene anche fatto coincidere con le cosidette “stagioni di passaggio“.
Se però vogliamo collocarlo in una posizione centrale nel movimento circadiano (fenomeno che si ripete all’incirca ogni 24 ore), la sua posizione dev’essere al centro della giornata, nel punto in cui Yang e Yin sono in equilibrio.

Questo momento, teoricamente, può essere identificato nelle 3 del pomeriggio, esattamente tra il massimo Yang e lo Yin nello Yang. Vengono quindi a identificarsi cinque fasi di trasformazione Yin/Yang. A ciascuna  di esse il pensiero cinese ha abbinato un “elemento” che con le sue caratteristiche naturali richiamasse sinteticamente quelle del particolare equilibrio fra le due polarità che in ogni fase si realizza:
Acqua (shui), massimo dello Yin
Fuoco (huo), massimo dello Yang
Legno (mu), Yang nascente, esteriorizzazione delle energie
Metallo (jin) Yin nascente, interirizzazione delle energie
Terra (tu) centralità, equilibrio
Come si è potuto elencare delle analogie per il binomio Yin e Yang, anche per ognuno dei cinque movimenti è possibile stilare una vastissima lista di analogie che formano una vera griglia di lettura della realtà, efficacemente applicabile alla medicina.
Per quanto riguarda il corpo umano e la fisiologia energetica, notiamo l’importante analogia fra movimenti e organi interni, organi di senso, funzioni fisiologiche e emozioni. Questa è la base dell’interpretazione energetica del corpo umano che costituisce il fondamento della Medicina Tradizionale Cinese.
Come le cinque fasi sono in reciproco rapporto dinamico, così lo sono le componenti della nostra fisiologia e del nostro psichismo. Le leggi che governano gli equilibri e che determinano salute e malattia sono le stesse che regolano i rapporti evolutivi fra i cinque movimenti.
I rapporti fra i cinque movimenti sono regolati da due leggi fondamentali:
La legge di generazione o “madre-figlia”. Ogni fase di trasformazione genera la successiva secondo l’ordine descritto dalle frecce sulla circonferenza dello schema. Ciò significa che le energie di un movimento, generano e nutrono le energie del movimento seguente.
La legge di controllo o “nonno-nipote”. Ogni fase esercita un’azione di moderazione e di controllo sulle energie della fase “nipote”. Ad esempio, un inverno che esprima al meglio le sue caratteristiche Yin di freddo, fa sì che l’estate non sia torrida e che i frutti non maturino troppo presto. Eventuali squlibri all’interno di ogni fase di trasformazione possono provocare alterazioni nei rapporti descritti.
Queste alterazioni sono bilanciate solo fino ad un certo punto dall’intersecarsi delle azioni di generazione e di controllo, ma oltre un certo limite provocano delle alterazioni in uno o più movimenti seguendo sempre le vie descritte. Se per esempio un movimento è debole, anche il movimento “figlio” si indebolirà e il movimento “nipote” non sarà adeguatamente regolato.
L’analisi dettagliata della patologia dei cinque movimenti applicata alla medicina è uno dei campi più importanti della Medicina Tradizionale Cinese.
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La musica modifica il nostro cervello
Commentando gli esperimenti sui gatti compiuti negli anni ‘60 da Roitback che, con la semplice stimolazione di alcune aree cerebrali, mediante specifici segnali acustici, riusciva a farli addormentare, il prof. Massimo Pagani dell’Istituto di Ricerche Cardiovascolari dell’Università di Milano suggerisce che simili situazioni di condizionamento possono avere un’implicazione clinica anche nel caso dell’uomo.
E scrive: “la musica, e quindi il suono più in generale, si pone come un fondamentale costituente dell’ambiente esterno e può pertanto rappresentare un importante modulatore della percezione e un evocatore di risposte emotive.
Una parte essenziale dell’ambiente, insomma, e quindi della relazione tra soggetto e mondo esterno. Si prospetta quindi che la musica possa essere considerata un efficace strumento terapeutico, specie in quelle situazioni caratterizzate da dolore cronico capace di modulare complesse attività nervose quantificabili in alterazioni neurovegetative.
Il dott. Mauro Porta, primario neurologo nonché critico musicale e attento ricercatore nell’ambito della musicoterapica, distingue tra una fase “dell’udire i suoni“, quale fenomeno periferico legato all’orecchio, una fase “del sentire“, che si colloca soprattutto a livello delle funzioni talamiche, e una fase “dell’ascoltare” la musica, in cui il sistema nervoso e le funzioni psichiche ad esso connesse risultano completamente coinvolti.

“Oltre all’emozione - scrive Porta -  la musica provoca nell’ascoltatore anche reazioni a carico della sfera vegetativa.
Si assiste a modificazioni della pressione sanguigna, della frequenza cardiaca, della respirazione e di altre funzioni.
Tali risposte risultano particolarmente evidenti  non solo quando il soggetto si trova in stato attivo di ascolto, ma anche quando la musica è percepita inconsciamente.
Ai dati sempre più dettagliati nell’ambito della neurofisiologia classica, corrispondono nozioni avanzate circa l’intervento dei neuromediatori, cioè di quelle sostanze che permettono il funzionamento integrato sinaptico e spiegano anche l’azione a distanza sugli organi “bersaglio” dislocati nelle varie parti dell’organismo.
Allora comprendiamo meglio come certe musiche possano far battere il cuore più forte rispetto ad altre, o perché ci si trovi a battere a tempo con il piede certi ritmi invece di altri.
Da quanto detto finora, meglio si comprende quanto la relazione tra medicina e musica sia ricca di spunti meditativi e debba quindi interessare anche il medico generico più di quanto non avvenga nella realtà.
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Lo stress : rompiamo le righe
 Lo stress attenta giorno dopo giorno alla nostra salute. Nasce dalla maledetta voglia di essere normali. Uguali agli altri. Ma si può domarlo e vincerlo.
Vogliamo osservare lo stress da un’angolatura nuova?
In genere liquidiamo l’argomento dando la colpa alle corse trafelate che la vita odierna ci impone. Al bombardamento di messaggi che ci piovono addosso. Al traffico, al rumore, al lavoro, al partner, ai figli….e quando cerchiamo la soluzione, si affaccia l’immagine paradisiaca di una “vita senza problemi”.
Niente di più sbagliato. Si tratta dell’ennesimo luogo comune di cui siamo vittime.
La realtà, secondo noi, è un’altra. Il vero stress, quello più infido, nasce semplicemente da una mentalità sbagliata che ci porta a rincorrere una vita “troppo” normale.
Lo stress nasce dall’abitudine, dalla noia, dall’adesione a una vita che altri, i familiari, il partner, gli amici, la società, hanno deciso per noi.
Ma noi non siamo venuti al mondo per questo. In ognuno di noi è incarnato il progetto dell’evoluzione. Miliardi di cellule compiono ogni secondo in modo perfetto quel progetto, che ha impiegato milioni di anni a svilupparsi.
E tutta questa energia creativa per cosa è utilizzata?
Per lo shopping, per pensare alle vacanze, o per spettegolare con i colleghi! Oppure per lamentarci del passato, per punirci con i sensi di colpa, o per riempirci di progetti e vane speranze per il futuro.
Mentre tutto il nostro corpo vive ogni istante e va perfettamente per la sua strada, noi guardiamo da un’altra parte.

C’è forse da stupirsi che l’energia profonda, così compressa, impazzisca, esploda e ci travolga nello stress?
Oggi, diversamente da epoche passate, possiamo scegliere che vita vivere. Abbiamo una grandissima occasione per star bene, evitare lo stress e incontrare la felicità: basterebbe un po’ più di consapevolezza e creatività…
Ma noi questa chance non la sfruttiamo, finendo per incanalarci là dove si indirizzano tutti gli altri. Rincorriamo tutti le stesse cose, mescolati alla massa.
Lo facciamo per insicurezza, ma ancor più per superficialità e distrazione. Lo stress nasce da questa maledetta, patologica voglia di essere normali.
Di essere come gli altri. E’ l’allarme che ci segnala che stiamo gettando via la nostra chance di essere felici. Un meccanismo malato che ci spinge a rincorrere una vita tranquilla, che presto diventa senza stimoli e vuota di significato.
E la noia è l’habitat ideale perché lo stress moltiplichi le sue forze. Fatichiamo a guardare noi stessi come un territorio in cui agiscono le forze dell’universo.
Sì, dentro di noi, c’è uno spazio interno che attraverso gli ostacoli si rinnova di continuo, mentre si stressa sino ad isterilirsi se gli si propone una vita piatta.
Abbiamo un compito nella vita: permettere che le forze che ci animano si possano esprimere. C’è una funzione che tutti dovremmo sviluppare: l’arte di colui che con pazienza attende che il frutto maturi senza disturbare il processo, senza pretendere di pilotarlo.
L’unico vero antistress sta nel frequentare sempre più il nostro spazio interiore e ….. lasciar fare a lui!

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Alla ricerca di una nuova vita
In tanti cercano consigli sulla vita di tutti i giorni.
Proviamo a focalizzare l’attenzione su alcuni aspetti della giornata.
Sono gli eventi piccoli ma fondamentali a fare la differenza: in essi si compiono gli errori che ci rendono infelici.
La possibilità di vincere i disagi passa per la consapevolezza di ciò che accade ogni istante.
Prova a seguire questi consigli:

1.Con te stesso: se mentre cammini per strada ti accorgi che stai rimuginando, fermati, respira lentamente staccandoti dai pensieri e solleva lo sguardo osservando le persone, la strada e il cielo. Se sei fuori tempo, se non vivi il presente, coltivi la tua infelicità. Ogni istante è perfetto, sta a te viverlo pienamente.
2.Al lavoro: prova ad ascoltare le critiche senza difenderti. Ascoltale e basta, senza giudicare te stesso o gli altri. Osserva bene la situazione poi agisci. L’osservazione senza giudizio consente di delegare alle zone profonde del cervello il comando delle operazioni. Saranno loro a scegliere la soluzione più idonea al momento giusto e senza fatica. L’azione diventa più limpida ed efficace se la liberi dall’orgoglio e dalle valutazioni.
3.Con il partner: Prova a non parlare, lascia parlare lui e tu ascoltalo e osservalo. Non raccontare come un disco rotto ciò che hai fatto durante la giornata e non avere rivendicazioni. Così ti abitui a liberare la comunicazione dai pesi che la vostra storia ha accumulato tra voi. Se non ripensi a ciò che è accaduto, il silenzio risolve ogni problema perchè attiva le energie profonde della creatività.
4.Con gli altri: questo mese, non dare la colpa a nessuno, genitori o figli, partner o amante, amici o destino, per ciò che sei. Parti da qui, da te stesso, non disperderti in inutili accuse e difese: solo così puoi avere a disposizione tutte le tue risorse, e non le disperdi facendo ridondare la mente sui soliti

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Depressione : l’esercizio dell’arancione, il sereno del tramonto

L’arancione unisce la luce del giallo con la forza del rosso. E dunque simboleggia gioia, energia, calore, vitalità, allegria, rinnovamento, illuminazione spirituale.
Esso regola l’attività respiratoria ed espande i polmoni, attiva i processi assimilativi e l’appetito, stimola la funzione cardiaca senza influenzare la pressione e aiuta l’attività delle ghiandole endocrine, rimette in circolo l’energia laddove ristagna.
E’ un colore rasserenante che restituisce l’entusiasmo, elimina la sonnolenza mattutina; è utile in caso di eccessiva insoddisfazione, paura, pessimismo. Infatti libera dalle limitazioni e induce tolleranza.
E’ associato alla trasmutazione delle energie sessuali in altre realizzazioni creative. Per tutte le caratteristiche che abbiamo elencato l’arancione ben si presta nei casi di depressione.
Un modo semplice di utilizzarlo è l’esercizio che vi proponiamo qui di seguito.
Sdraiatevi sulla poltrona o sul letto, in penombra. Concentrate l’attenzione sul corpo e cominciate a respirare. Con calma. Una calma cadenzata con il vostro respiro. Ora potete cominciare ad immaginare l’arancione….

Immaginate una spiaggia dorata di un’isola caraibica al tramonto.
Il globo infuocato del sole si incontra con la linea dell’oceano.. Siete sdraiati su una  sabbia finissima, sulla battigia, l’acqua del mare con la sua spuma avvolge la parte inferiore del vostro corpo…
L’aria è piacevolmente calda, state bene. Un colore aranciato si diffonde tutto intorno. Il mare appare di questo colore, le palme che si piegano abbassando la loro chioma fin sulla riva sopra di voi sono avvolte da una luce calda e dorata…
Ogni cosa è bella e armoniosa. Il colore arancione quieta le vostre emozioni… Le vostre emozioni più profonde trovano quiete, tranquillità, stabilità. Se siete depressi vi sentite stimolati.. se euforici sentite le vostre energie riequilibrarsi, spegnersi tra le onde del mare.
Le vostre emozioni si acquietano.
La risacca porta via brutti pensieri, ricordi di episodi negativi…volete liberarvi da tutto ciò, lasciare solo che sopravviva la sensazione di star bene, di essere allegri, in armonia con voi stessi e con il mondo esterno.
I problemi sono lontani…e voi siete qui a godervi l’incontro, magico ed emozionante, con voi stessi.

 
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ArticoliTantra, un controverso movimento spirituale che continua a rinnovarsi
 
di Subhuti

Disponetevi in gruppi di otto o dieci persone, mantenendo la parità del numero delle donne e degli uomini”.
Il seminario di Tantra aveva attratto molte persone, sia uomini che donne, che si erano radunati ad aspettare, un po’ emozionati, nello spazio appositamente preparato, protetto da tutti i lati da stuoie di bambù e difeso dal sole con un telo da vela che faceva da tetto. Era estate nel sud Europa e faceva caldo, quindi la maggior parte degli uomini indossava pantaloncini corti e magliette e anche le donne erano in pantaloncini, canottiere o bluse.
Il conduttore, un bell’uomo di circa 35 anni, vestito all’indiana in abiti larghi di cotone e con un semplice mala di palline di legno, aspettava mentre i suoi assistenti aiutavano i partecipanti a formare dei gruppi. “Sedetevi in cerchio in modo da avere una persona del sesso opposto a entrambi i lati... uomo, donna, uomo, donna...”.
Passò qualche minuto fino a che tutti furono a posto.
“Okay, ora a turno dite alle altre persone del vostro gruppo cosa vi piacerebbe che vi facessero... come vi piacerebbe che vi dessero piacere”.
Questo passaggio improvviso si rivelò troppo per alcune delle donne che immediatamente si alzarono e se ne andarono. E io mi ritrovai a ridere di nascosto di questa situazione: ancora una volta un seminario presentato come un evento di Tantra, si era dimostrato non essere altro che una specie di club “spirituale” per appuntamenti fra single…
Ho sentito Osho dire spesso che nella società occidentale contemporanea il Tantra è compreso nella maniera sbagliata, così mi sono incuriosito e ho voluto fare una piccola ricerca per dare uno sguardo alla storia di questo movimento, capirne le intenzioni e vedere se qualcosa era andato storto.
Come molti sanno, la parola Tantra viene dal Sanscrito, l’antica lingua indiana.
La parte “tan” della parola significa “diffondere” o “espandere”, e il “tra” indica una tecnica o un metodo. Così, il significato di base è: “tecnica per l’espansione.” Molto prima che il suo nome venisse connesso con la sessualità, “Tantra” veniva usato come termine generale per descrivere qualsiasi sentiero di meditazione, spiritualità o ricerca di se stessi, e una persona che praticava tali metodi veniva a volte definito tantrika. Ad esempio Gautama il Buddha era conosciuto dai suoi contemporanei come “grande tantrika,” anche se insegnava ai suoi discepoli a indossare la tunica gialla, rinunciare a tutti gli attaccamenti materiali, mogli incluse, e a vivere nel celibato.
Per quanto riguarda la sessualità, le connessioni fra la spiritualità e il fare l’amore, risalgono a migliaia di anni fa nelle scritture indiane ed erano menzionate nel Rig Veda, considerato il più antico testo religioso indiano. L’interesse dei buddhisti in materia iniziò 2500 anni fa: un re indiano chiese a Gautama il Buddha se era possibile meditare senza rinunciare ai piaceri mondani e il Buddha gli insegnò come portare una maggiore consapevolezza nell’atto sessuale.
Ottocento anni dopo, il nome Tantra fu dato a un particolare movimento spirituale che includeva la sessualità e da quel momento in poi il nome acquisì il significato che ha nel presente. Il Tantra ebbe inizio più o meno nel quarto secolo dell’era corrente, come atto di ribellione contro certe attitudini e credenze religiose ortodosse. Il suo fondatore fu un filosofo chiamato Asanga, nato a Peshawar, nel nord-ovest dell’India di allora.
Asanga non era soddisfatto delle due maggiori scuole buddhiste: l’Hinayana, il “piccolo veicolo,” che si concentrava esclusivamente sull’ottenimento dell’illuminazione individuale attraverso il dissolvimento dell’ego, e la più diffusa scuola Mahayana, il “grande veicolo,” la cui filosofia includeva il cercare l’aiuto di ogni tipo di divinità e bodhisattva e voleva salvare tutti gli esseri mortali dalla sofferenza.
I motivi del rifiuto di Asanga per queste due scuole sono oscurati dalle nebbie del tempo e della storia, ma sembra piuttosto ovvio che l’ispirazione per la sua ribellione fu l’enorme peso dei rituali e della dottrina che erano stati aggiunti agli insegnamenti di Gautama il Buddha.
Migliaia di regole erano state imposte al ricercatore individuale, controllando ogni dettaglio del suo comportamento quotidiano e l’enfasi maggiore era sul condannare i piaceri umani più ordinari, ma specialmente il sesso, l’amore e l’intimità con il sesso opposto.
Asanga rispose con la creazione della sua dottrina, la famosa Guhyasamaja Tantra, o “insieme dei segreti,” che diventò la prima e più importante scrittura di buddhismo tantrico. Il Guhyasamaja Tantra demolì l’intero approccio ascetico alla realizzazione di sé. Per contro, asseriva che ogni uomo che cercasse di ottenere i siddhi, i poteri spirituali, aveva bisogno di una controparte femminile.
Lodava le virtù del desiderio e dei piaceri sensuali, il benessere del corpo e della mente e la realizzazione della propria “natura di Buddha” attraverso l’unione del femminile e del maschile.
Il testo dice:
Non reprimere il tuo sentire,
scegli quello che vuoi
e fai qualsiasi cosa desideri,
perché in questo modo
piacerai alla Dea.
Altrove asserisce che:
Nessuno riesce a ottenere
la perfezione
con difficili e fastidiose fatiche;
ma la perfezione può essere ottenuta soddisfando tutti i propri desideri.
Asanga e altri maestri della nuova dottrina pensavano che il modo migliore per acquisire poteri spirituali fosse combinare rapporti sessuali rituali con l’uso di dipinti mandala e il canto di mantra. Le loro invocazioni erano dirette alle divinità femminili del pantheon buddhista, come le tara, le consorti dei buddha e dei bodhisattva. Credevano che il potere femminile potesse essere usato come un mezzo per elevarsi e arrivare a imbrigliare i poteri soprannaturali maschili. In questo modo, le nuove sette tantriche credevano di poter spingere le divinità a elargire dei poteri che avrebbero fatto diventare i loro devoti umani dei semi-dei.
Un mantra tantrico che diventò famoso in tutto il mondo buddhista fu “Om Mani Padme Hum” che si può tradurre come: “Salve, o Gioiello nel fiore di Loto” e che potrebbe aver avuto origine come riferimento sessuale all’organo maschile di una divinità che entra nel centro sessuale della sua controparte femminile.
Più tardi, quando il mantra fu adottato da altre scuole buddhiste, acquistò un significato spirituale e non sessuale.
Scuole tantriche induiste fiorirono a pari passo di quelle buddhiste ed erano diverse solo marginalmente nel loro approccio: adoravano dèi e dee della tradizione induista e istruivano i tantrika maschi a trattenere il loro seme e a non eiaculare. Se l’attitudine ribelle di alcune scuole tantriche appare ai nostri occhi divertente e innocua – come mangiare cipolle e aglio, proibiti dalle sette più convenzionali perché afrodisiaci – altre pratiche erano alquanto spinte, come l’incesto ritualizzato fra fratello e sorella e fra madre e figlio.
I rituali sessuali descritti in alcuni testi tantrici sono piuttosto elaborati: in una cerimonia conosciuta come “chakrapuja” si riunivano 48 partecipanti fra maschi e femmine. Facevano uso di droghe, di solito hashish, poi il sacerdote iniziava facendo sesso con una giovane donna. Dopo di che si beveva, si mangiava e si festeggiava, e la cerimonia si concludeva con atti sessuali ritualizzati, accompagnati dalla recitazione di mantra.
Per me, meditatore dei nostri giorni, la principale debolezza di queste prime scuole tantriche sembra essere l’assunzione di base che “la perfezione può essere ottenuta attraverso la soddisfazione di tutti i desideri”. Nella mia esperienza personale, questo semplicemente non è possibile. La mente umana è una macchina che produce desideri non-stop, quindi non si raggiunge mai un punto in cui tutti i desideri sono soddisfatti. Come dice Osho, la mente è una ciotola da mendicante a cui manca il fondo, più cerchi di riempirla e più chiede.
Ciò che è possibile – e forse è ciò che Asanga voleva dire – è che l’esperienza di soddisfare i desideri, quando è combinata con la consapevolezza, può portare un ricercatore spirituale al punto in cui diventa chiaro che nessun tipo di soddisfazione permanente può essere ottenuta in questo modo. La pienezza per aver soddisfatto un desiderio è di solito un’esperienza passeggera, specialmente per quanto riguarda il sesso. E il desiderio ti porta comunque sempre lontano da te stesso.
Attraverso questa comprensione, può nascere il “desiderio” per la meditazione, il rivolgersi verso l’interno e cercare dentro di sé uno stato permanente di silenzio, di pace e di benessere.
Un altro “difetto” di queste scuole tantriche è l’idea di una scorciatoia verso l’acquisizione di “poteri spirituali” attraverso l’uso di rituali sessuali per spingere le divinità a rivelare i loro segreti. Alla mente moderna questo suona come pura magia o superstizione. Ma molto dipende dall’accuratezza dell’interpretazione storica. Se, per esempio, i desiderati “poteri spirituali” fossero stati in realtà un tentativo di rallentare la mente, di dissolvere il senso di separazione dell’”io” e fare esperienza dello spazio interiore e del vuoto interiore, in quel caso l’approccio di Asanga diventa plausibile, perché, come ogni meditatore sa, questo tipo di esperienza è possibile quando ci si trova in una profonda unione sessuale.
Una terza debolezza del Tantra è la sua vulnerabilità all’abuso e allo sfruttamento. C’è una linea di demarcazione sottile fra un rituale sessuale e un’orgia.
Mentre alcuni tantrika sono stati sinceri e autentici oltre ogni possibile dubbio, gli storici dicono che spesso le cerimonie tantriche erano organizzate da uomini ricchi che potevano permettersi di acquistare donne come fossero merci – letteralmente delle “mogli comprate” – per poi usarle per il loro piacere e per le cosiddette “pratiche spirituali”.
Da un punto di vista più positivo, il Tantra come movimento fu molto diffuso e rese più accessibile per la gente comune una trasformazione spirituale, rompendo lo stretto monopolio di preti, monaci e potenti monasteri. Ci sono aneddoti di mahasiddhas, esseri realizzati, che viaggiavano “illuminando” persone comuni: aiutandole a portare la consapevolezza meditativa nei lavori ordinari e quotidiani. Si tramanda che attraverso il loro aiuto perfino un semplice spaccapietre che lavorava vicino alla strada abbia realizzato la sua natura di buddha.
Quattrocento anni dopo, l’elemento autentico della spiritualità tantrica ricevette una forte spinta da un uomo chiamato Saraha, nato nell’ottavo secolo da una famiglia induista di alta casta nel Bengala.
Si tramanda che fosse un favorito di corte e che avrebbe potuto sposare la figlia del re. Invece scelse di diventare uno studioso e un monaco buddhista.
Pochi anni dopo fu espulso dal suo ordine monastico per aver commesso il peccato di bere dell’alcool, e adottò lo stile di vita di un ricercatore spirituale solitario e vagabondo. Fu discepolo di un maestro buddhista di pratiche tantriche e di kundalini yoga, ma rinunciò a tutto per sposare una donna di bassa casta che aveva visto costruire frecce al mercato.
La leggenda dice che Saraha fu colpito dalla totalità e dall’intensità con la quale la donna creava ogni singola freccia, con uno sguardo fermo, che non si spostava da una parte o dall’altra. Nelle sue azioni e nel suo essere vide la chiave dell’esistenza non-duale che aveva tanto cercato.
La coppia visse insieme in armonia tantrica vicino al luogo di cremazione della città e si dice che abbiano ottenuto l’illuminazione insieme, benché altre versioni dicano che la donna era già illuminata e che in realtà era la reincarnazione di un maestro tantrico, rinato apposta per aiutare Saraha.
Qualsiasi fosse la verità, la notizia della loro illuminazione raggiunse anche la corte. Dopo avere assistito alla recitazione di una serie di canti spontanei sulla realizzazione, I tre cicli di Doha, che includevano anche il Canto reale di Saraha, sia il re che la regina divennero suoi devoti.
Per me è significativo che quando Osho decise di parlare Tantra nei suoi discorsi, scelse Saraha e il suo Canto come uno dei migliori veicoli per farlo. Osho infatti chiama i suoi discorsi su Saraha “La Visione Tantrica”, perché non si focalizza più sulle divinità, sui poteri soprannaturali e sul sesso rituale. Con Saraha, l’enfasi si sposta sul vedere l’unità dietro l’apparente dualità del mondo e sulla possibile trasformazione dell’individuo che può accadere attraverso questa intuizione.

Saraha canta:
A uno sciocco affetto da strabismo
una luce appare come duplice
In realtà colui che vede e ciò
che è visto non sono separati:
ahimè, la mente agisce sulla sostanza dei due fenomeni
Saraha iniziò la tradizione di buddhismo tantrico che trecento anni dopo arrivò a Tilopa, il quale la affinò ulteriormente. Come Saraha, Tilopa nacque in una famiglia di bramini nel Bengala, anche lui diventò un monaco buddhista e anche lui lasciò la vita monastica. Alcuni dicono che fu espulso perché fece l’amore con una donna. La leggenda dice che era consigliato e guidato da un buddha in un corpo femminile e che per qualche tempo fece anche il servo di una prostituta, per cercare di cancellare ogni traccia del suo stato sociale di bramino.
Tilopa ottenne l’illuminazione ed è ricordato principalmente attraverso gli aforismi e gli aneddoti che usava mentre insegnava al suo primo discepolo, Naropa.
A questo proposito, c’è una storia bellissima su come Naropa diventò discepolo di Tilopa, che contiene l’essenza dell’approccio ribelle del Tantra verso la vita. Naropa era un brillante studioso all’Università buddhista di Nalanda, che si trovava dove è adesso lo stato del Bihar. Fondata nel quinto secolo, Nalanda aveva 2000 insegnanti e 10.000 studenti provenienti da tutto il mondo buddhista e Naropa era uno dei quattro maggiori eruditi dell’università che studiavano e costantemente dibattevano per dimostrare le loro capacità.
Un giorno, mentre stava seduto a leggere un testo, un’ombra cadde su quello che stava leggendo. Guardò su e vide una donna vecchia e brutta.
“Cosa stai studiando?” chiese lei.
“Sto studiando il Guhyasamaja Tantra” rispose Naropa.
“Puoi leggere le parole?” chiese lei.
“Sì” rispose lui e iniziò a recitare il testo. In quel momento la donna diventò così felice che cominciò a ballare. “Ne capisco anche il significato” aggiunse Naropa.
Immediatamente, la vecchia donna cominciò a piangere. Naropa rimase perplesso. Chiese “Perchè stai piangendo?” E lei rispose “Sono triste perché un grande studioso come te sta mentendo. Oggi, in tutto il mondo esiste solo mio fratello che comprende il significato di quelle parole”.
Questo è il modo in cui Naropa divenne interessato a Tilopa che era il fratello di questa vecchia donna.
La ricerca di Naropa per il suo maestro Tilopa è una saga in se stessa e contiene 24 storie istruttive, ma per me la vera trasmissione accadde solo quando finalmente incontrò Tilopa e cominciò a ricevere istruzioni dal suo nuovo maestro.
Queste istruzioni sono incredibilmente condensate e telegrafiche e sono chiamate le “sei parole di consiglio”. Più tardi, ogni parola fu commentata, così includerò l’intera spiegazione:
1. Non ricordare. Lascia andare ciò che è passato.
2. Non immaginare. Lascia andare ciò che potrebbe venire.
3. Non pensare. Lascia andare ciò che sta succedendo adesso.
4. Non esaminare. Non cercare di capire nessuna cosa.
5. Non controllare. Non cercare di far succedere qualcosa.
6. Riposa. Rilassati in questo momento e riposa.
Ciò che mi affascina di Naropa è che nel momento in cui iniziò il suo viaggio verso Tilopa stava leggendo un testo tantrico, il Guhyasamaja Tantra, che era stato un testo rivoluzionario settecento anni prima, ma che a quel tempo, nelle mani degli eruditi dell’università di Nalanda, era stato assorbito nella corrente principale buddhista. C’era bisogno di una nuova ribellione e questa venne sotto forma delle sei parole di consiglio di Tilopa, che miravano a rendere silenziosa la mente da erudito di Naropa, sempre ingombra di sapere, e a portarlo quindi in uno stato di meditazione.
A proposito, Tilopa è l’altro grande maestro tantrico al quale Osho ha dedicato una serie di discorsi, questa serie si intitola: “Tantra: la Comprensione Suprema”. In questi discorsi, Osho ha selezionato un aforisma di Tilopa che mi è rimasto impresso a fuoco nella memoria da quando l’ho sentito la prima volta 30 anni fa:
Senza compiere alcun sforzo
restando rilassati e naturali
è possibile spezzare il giogo
e ottenere la liberazione.
Questo per me è uno dei più grandi contributi dell’intero movimento del Tantra alla spiritualità: la comprensione che una persona non deve muoversi verso nessun estremo per svegliarsi spiritualmente, né verso l’ascetismo e la negazione, né verso l’eccesso e l’indulgenza. Rimanere “rilassati e naturali” è il modo migliore per esplorare il tuo essere interiore.
Ai tempi in cui Naropa incontrò Tilopa, stavano iniziando le prime invasioni islamiche dell’India, che finirono alcune centinaia di anni più tardi con l’occupazione e il dominio sulla maggior parte della nazione. Un conservatorismo nuovo si diffuse in quel territorio e il Tantra fu soppresso: le sue scuole si spensero o divennero segrete e sotterranee. Marpa, il primo discepolo di Naropa, portò il messaggio del buddhismo tantrico in Tibet, dove fiorì con il grande yogi tibetano Milarepa e diventò parte della corrente principale della religione di quel paese.
Il moderno interesse per il Tantra iniziò nelle nazioni occidentali negli anni ‘70 ed è continuato fino a oggi. Come era facile prevedere, l’attenzione maggiore è andata all’elemento sessuale e in maniera molto minore allo spirito di ribellione.
Per come la vedo io non c’è niente di sbagliato a creare un rituale dal piacere sessuale, come dice Tilopa: “Il problema non è il piacere, il problema è l’attaccamento” ma senza la fiamma della consapevolezza meditativa che brucia all’interno, il Tantra è una tigre di carta. Gli mancano i denti per mordere e spezzare la dualità e quindi fare esperienza dell’unità, per penetrare sotto gli strati superficiali della vita moderna e avere un assaggio di qualcosa di più profondo.
Questa potrebbe essere la vera sfida per coloro che sono interessati al Tantra oggi: ricostruire il movimento in un modo in cui si sentano gli echi dello spirito di Saraha e di Tilopa.

Saraha canta:
È nel principio,
nel mezzo ed è alla fine,
eppure fine e principio
non sono altrove.
Le api sanno che nei fiori
si può trovare il miele,
che Samsara e Nirvana
non sono separati.
Come potranno mai capirlo gli illusi.
Quando gli illusi si guardano
nello specchio
vedono un volto, non un riflesso.
Così la mente
che ha respinto la verità
si fonda su ciò che non è vero.

¶ Subhuti

Tratto da Osho Times Ottobre 2008

LE ONDE del PENSIERO

di William Walker Atkinson

In genere vediamo quello che stiamo cercando

Come un sasso lanciato in acqua, il Pensiero produce increspature e onde che si propagano lungo il grande Oceano del Pensiero. C'è una differenza, comunque: le onde sull'acqua si muovono su un solo livello in tutte le direzioni, mentre le onde del pensiero muovono in tutte le direzioni da un centro comune, proprio come i raggi che irradiano dal sole.

Proprio come qui sulla terra siamo circondati da un grande mare d'aria, allo stesso modo siamo circondati da un grande mare della Mente. Le onde del nostro pensiero si propagano attraverso questo vasto etere mentale, estendendosi, comunque, in ogni direzione, come ho spiegato, diminuendo in qualche modo la loro intensità, in base alla distanza attraversata, a causa della frizione causata dalle onde che entrano in contatto con il grande corpo della Mente che ci circonda da ogni lato.

Tali onde del pensiero posseggono altre qualità che le differenziano da quelle sull'acqua. Hanno la capacità di riprodursi. In questo senso somigliano più alle onde sonore che a quelle sull'acqua.

Proprio come la nota di un violino farà vibrare e “cantare” un bicchiere di vetro sottile, allo stesso modo un pensiero energico tenderà a risvegliare vibrazioni simili nelle menti inclini a riceverle.

Molti dei “pensieri randagi” che giungono fino a noi non sono altro che riflessi o risposte a pensieri energici inviati da qualcun altro. Ma a meno che la nostra mente non sia incline a riceverli, probabilmente il pensiero non ci influenzerà.

Se facciamo pensieri importanti la nostra mente acquisisce un tema principale che corrisponde al tipo di pensiero che abbiamo fatto. E una volta che questo tema si sarà insediato saremo pronti a catturare le vibrazioni di altre menti orientate verso lo stesso pensiero.

D'altro canto, prendiamo pure l'abitudine di fare pensieri opposti e presto echeggeremo il basso ordine di pensiero evocato dalle menti di migliaia di persone che fanno gli stessi pensieri.

Noi siamo in larga parte ciò che pensiamo; l'equilibrio è rappresentato dal tipo di suggestione e di pensiero altrui che ci ha raggiunto in due possibili modi: direttamente, attraverso suggestioni verbali, oppure telepaticamente per mezzo di tali onde del pensiero.

Comunque la nostra attitudine mentale generale determina il tipo di onde del pensiero che riceviamo dagli altri, così come quelle emesse da noi stessi. Riceviamo soltanto quei pensieri che sono in armonia con la nostra attitudine mentale generale, mentre i pensieri in disarmonia con essa ci influenzano molto poco, in quanto non risvegliano in noi alcuna risposta.

È improbabile che chi crede fermamente in se stesso e mantiene un'attitudine mentale forte e positiva, fatta di fiducia e determinazione venga influenzato dai pensieri negativi e avversi di scoraggiamento e sconfitta emanati dalle menti di persone in cui predominano queste ultime sensazioni.

In modo analogo, se tali pensieri negativi raggiungono qualcuno la cui attitudine mentale impostata su una nota bassa, rafforzano questo stato e aggiungono carne al fuoco che ne consuma l'energia, o se preferite questa metafora, servono a estinguere il fuoco della sua energia e attività.

Noi attraiamo verso di noi i pensieri altrui dello stesso ordine. Colui che pensa al successo entrerà con tutta probabilità in sintonia con menti altrui dai pensieri analoghi; ed essi si aiuteranno a vicenda. Colui che consente alla propria mente di indugiare su pensieri di sconfitta si avvicinerà alle menti di altre persone “sconfitte” - e ciascuno contribuirà a scoraggiare ulteriormente l'altro.

Chi pensa che tutto è male vedrà solo male ed entrerà in contatto con persone che sembreranno dimostrare la sua teoria. Mentre colui che cerca il buono in tutto e tutti attrarrà con ogni probabilità cose e persone rispondenti a tale pensiero. In genere vediamo quello che stiamo cercando.

Comprenderete meglio questa idea se pensate allo strumento senza fili di Marconi, che riceve le vibrazioni esclusivamente dallo strumento mittente che è stato programmato per farlo, mentre altri telegrammi attraversano l'aria delle vicinanze senza influenzarlo.

La stessa Legge vale per le operazioni del Pensiero. Riceviamo soltanto ciò che corrisponde al nostro atteggiamento  mentale.
Se siamo scoraggiati possiamo essere certi di essere caduti in una nota negativa e di essere stati influenzati non soltanto dai nostri pensieri, ma di aver ricevuto anche i pensieri deprimenti dello stesso ordine, emanati continuamente dalle menti degli sfortunati che non hanno ancora appreso la Legge dell'Attrazione del Mondo del Pensiero.

E quando in certe occasioni ci sentiamo energici e pieni di entusiasmo, con quale velocità avvertiamo l'influenza dei pensieri coraggiosi, audaci, energici, positivi emanati dagli essere viventi della terra!

Ce ne accorgiamo subito quando abbiamo un contatto fisico con delle persone e avvertiamo le loro vibrazioni, deprimenti o corroboranti, a seconda del caso. Ma la stessa Legge opera a distanza, sebbene in maniera minore.

La Mente ha molte tonalità, che vanno dalla nota alta più positiva alla nota bassa più negativa, con molte altre in mezzo, la cui intensità varia a seconda della loro rispettiva distanza dal polo positivo o da quello negativo.

L'ospedale olistico

La parola "ospedale" deriva dal latino "hospitalis" e indica un luogo che, per definizione, dovrebbe presentarsi accogliente, rassicurante e in grado di fare sentire l'ospite a proprio agio. Purtroppo la maggior parte degli ospedali in Italia e nel mondo non risponde attualmente a queste esigenze. Il concetto olistico pone particolare attenzione ad alcuni aspetti.

Localizzazione

La struttura dovrebbe essere collocata in un paesaggio di tipo naturalistico, dove il paziente possa avere la visione d’ampi spazi di verde, meglio se vicino a bacini o corsi d’acqua. E dove sia anche possibile fare passeggiate all'esterno in un parco, o comunque in un ampio giardino con numerose piante. Si può facilmente immaginare quale effetto possa produrre sul morale di un individuo affetto da qualche patologia l'affacciarsi alla finestra di un ospedale urbano e vedere il muro dell'edificio di fronte, i bidoni della spazzatura o una strada rumorosa per il traffico elevato. Secondo i principi di Geobiologia e Geodinamica, alcuni luoghi della terra hanno un'energia più elevata  di altri: per esempio, le grandi concentrazioni cittadine sono caratterizzate da una bassa frequenza energetica, determinata dalla presenza d’agenti atmosferici inquinanti, ma anche dal gran numero di forme-pensiero umane che s’intrecciano e trovano i loro punti di accordo su frequenze generalmente basse. Questi principi erano già noti sia alle antiche civiltà del mondo occidentale (che sceglievano accuratamente luoghi energeticamente significativi e ameni dal punto di vista naturalistico per la costruzione d’edifici termali o di templi per la guarigione o di monasteri) che a quelle orientali (vedi i principi del Fenshui). I principi energetici sono estremamente importanti per la guarigione olistica. L'essere immersi in luoghi energeticamente elevati, di gradevole aspetto ed immersi nella natura aiuta ad elevare le frequenze vibratorie del soggetto, il suo morale e il suo contatto con l'Universo: questo si traduce in una maggiore efficienza del sistema immunitario, dei processi riparativi e, in generale, su una migliore omeostasi psico-fisico-emozionale.

Struttura

All'interno dell'ospedale l'individuo trascorre spesso alcuni dei momenti più significativi ed importanti della sua vita. La malattia acuisce le percezioni ed egli è particolarmente sensibile all'ambiente che lo circonda. All'interno dell'ospedale olistico é posta una particolare attenzione alla distribuzione degli spazi che dovrebbero essere sufficientemente ampi e garantire "privacy" al paziente. La struttura, per poter funzionare adeguatamente, dovrebbe avere una capienza limitata, non superiore ai 120 posti letto. Le camere sono spaziose, ben aerate, singole o doppie, con letti d’ampiezza superiore a quella standard, dotate di bagni privati. Importanti sono però anche gli spazi comuni: per esempio, una sala da pranzo dove i pazienti (ovviamente quelli che sono in condizione di farlo) possano consumare i pasti insieme in comunità, e non nell'isolamento della camera, se lo desiderano. Anche il personale sanitario condivide questo momento di ritrovo con la comunità dei pazienti. Allo Shouldice Hospital di Toronto, un piccolo ospedale famoso nel mondo per la sua efficienza e dedicato al trattamento delle ernie, questo tipo di "incontro" nel locale mensa è stato istituito più di trent'anni or sono. Il riscontro é stato molto favorevole da parte degli utenti della struttura, dei pazienti e del personale sanitario. Sarebbe anche auspicabile la realizzazione di una sala, da utilizzare sia per attività ricreative che, soprattutto, per incontri quotidiani, mattutini e serali, dedicati alla meditazione e alla preghiera comunitarie, che vedono ancora una volta insieme i pazienti e il personale, sanitario e non. Questi momenti d’incontro aiutano a superare sia la tradizionale barriera medico/paziente che quella medico/personale paramedico e ad instaurare un rapporto di reciproca fiducia fondato sull'umanità, la compassione e la collaborazione piuttosto che sulla gerarchia e l'autorità. Coloro che scelgono un'attività di sevizio all'interno di un ospedale dovrebbero essere motivati da una logica di questo tipo piuttosto che da quella del potere.

I criteri costruttivi dovrebbero prevedere l'impiego di materiali e le tecniche proprie della bioingegneria e della bioarchitettura: materiali naturali, con ampio uso del legno per costituire ambienti "caldi" ma, al tempo stesso, funzionali e facilmente igienizzabili. In molti ospedali attuali sono ancora presenti, tra i materiali costruittivi, elementi come l'amianto e il Radon, notoriamente tossici. Gli arredi potrebbero essere, se non antichi, comunque caldi, accoglienti, riducendo al minimo la plastica e il metallo: in sostanza, un ambiente più simile a quello familiare che alla freddezza di molte strutture di ricovero attuali, anche moderne.

Una attenzione particolare dovrebbe poi essere prestata alla scelta dei colori. La cromoterapia ha dimostrato, negli ultimi due decenni, l'importanza e l'influsso dei colori sui processi d guarigione dell'organismo. Si preferiscono colori caldi e naturali, a tinte sfumate o accese e variabili in dipendenza del particolare reparto o ambiente :per esempio, le tinte saranno diverse per il reparto di pediatria, la sezione oncologica o la sala operatoria.

Importante, infine, l'attenzione prestata ad una adeguata diffusione sonora. La struttura dovrebbe giovarsi dei rumori naturali (acqua che scorre, moto ondoso, cinguettio degli uccelli o canto notturno dei grilli). Il tutto accompagnato da una adeguata strategia musicale, con musiche opportune e rilassanti scelte da un esperto musicoterapeuta per i diversi ambienti. Anche nelle camere uno stereo con cassette o compact disc potrebbe sostituire il tradizionale apparecchio televisivo, e il paziente dovrebbe poter disporre di una "musicoteca" preparata per la scelta delle musiche di suo gradimento 

Erickson e la PNL

Milton Hyland Erickson (Nevada, 5 dicembre 1901 – Arizona, 25 marzo 1980) è stato uno psichiatra statunitense.
È stato presidente e fondatore della Società Americana di Ipnosi Clinica e membro della Associazione Americana di Psichiatria, della Associazione Americana di Psicologia, e della Associazione Americana di Psicopatologia.
Erickson è ricordato per:
il suo approccio originale alla psicoterapia e al rapporto con il paziente
il suo ampio utilizzo della metafora terapeutica, delle narrazioni e dell'ipnosi
aver inventato l'espressione Terapia breve[senza fonte], in relazione alla sua abitudine di affrontare e di risolvere i problemi con un numero relativamente breve di sedute
la sua concezione dell'inconscio come di qualcosa che è completamente distinto e separato dalla mente conscia, con la sua specifica consapevolezza, i suoi interessi, le sue risposte e il suo apprendimento. Secondo Erickson, la mente inconscia è creativa, generatrice di soluzioni e ha come obiettivo il bene della persona.
la sua capacità di utilizzare qualsiasi processo del paziente per aiutare il cambiamento: convinzioni, parole preferite, estrazione culturale o sociale, storia personale, e perfino le abitudini nevrotiche.
Erickson ha sviluppato una forma di ipnoterapia chiamata ipnosi ericksoniana, che permetterebbe di comunicare con l'inconscio del paziente. Questo tipo di ipnosi è molto simile ad una normale conversazione, ed induce una trance ipnotica nel soggetto.

Erickson è uno dei più autorevoli teorici dell'ipnosi clinica e della cosiddetta psicoterapia breve del secolo scorso. Da lui deriva principalmente l'utilizzo più moderno dell'ipnosi, non legato esclusivamente alla cura di problemi psichici e della nevrosi. L'ipnosi è utilizzata per rimodellare comportamenti, intervenire su stati d'animo e personalità, indurre a vivere come “reali” esperienze immaginarie. [senza fonte]

In questo modo, il terapeuta può suggerire delle piste di soluzione all'inconscio, aggirando le resistenze e la rimozione che la coscienza opporrebbe al cambiamento. Se sentendo la storia, il paziente manifesta segni di trance, si è nelle condizioni necessarie per intervenire. [senza fonte] Le prassi terapeutiche di Milton Erickson vennero studiate, analizzate e riprodotte secondo dinamiche di processo di psicoterapia veloce - il 'modellamento (PNL)' - da Richard Bandler e da John Grinder, i co-fondatori della Programmazione neuro linguistica (PNL).
Articoli
Cos’è la Vibrazione 

La Vibrazione è un movimento oscillatorio attorno ad un punto di equilibrio.
Quando questo movimento è prodotto, per esempio, da una corda possiamo ottenere una vibrazione sonora che sarà diversa a seconda della misura dell’oggetto vibrante e della tensione di partenza.
Una corda sottile, corta e tesa produrrà un suono acuto mentre una spessa, lunga e leggermente tesa ne darà uno grave. 

Un altro Esempio

Le microonde agiscono sulle molecole di acqua presenti in ogni alimento che viene introdotto nell’apposito forno per essere riscaldato “molto velocemente”. Si tratta di una vibrazione anche in questo caso ma bisogna aggiungere che questo moto oscillatorio non è naturale ragion per cui la cottura nel suddetto forno non è tra le più salutari.

Vi invito adesso a considerare che il corpo umano è composto per il 75-80% di acqua e che certi organi come il cervello ne contengono addirittura il 92%. (I dati variano a seconda delle fonti.)

Provate per un attimo a immaginare cosa accade se sottoponiamo queste molecole di acqua presenti nel nostro corpo a una vibrazione.
Entrano in risonanza rispondendo alla frequenza che le sta investendo.
La frequenza è la misura di una vibrazione nel suo movimento oscillatorio nell’arco di un secondo; fu scoperta dal fisico Heinrich Rudolf Hertz e viene perciò misurata in Hertz (Hz) in suo onore.

Le Vibrazioni nel quotidiano

Allo stesso modo ogni giorno veniamo in contatto con molteplici vibrazioni che a seconda della nostra percezione definiamo sonore, luminose, positive, negative e via dicendo. Sono sempre presenti ed agiscono continuamente, sia che ne siamo consapevoli sia che non lo siamo. Vi sarà capitato di trovarvi in una città particolarmente ricca di stimoli sonori e di aver provato un senso di stordimento…probabilmente il vostro “vaso” era colmo e il vostro corpo ha reagito per mandarvi un segnale di allarme. Ma molto spesso i suoni agiscono in maniera sottile e noi ne rimaniamo influenzati nel modo di pensare e nel comportamento.

Non è per farci piacere che nei centri commerciali o nei luoghi di acquisto in generale vi sia della musica in sottofondo bensì per indurci ad acquistare, a volte anche il superfluo. Vi è mai capitato?

Effetti Benefici delle Vibrazioni del Suono

In molte culture si trova traccia del potere della vibrazione; cito per fare un esempio il passo della Bibbia dove si dice: “In principio fu il Verbo…” che creò quanto si conosce (per Verbo si intende il Suono) oppure la tradizione vedica indiana dove si parla del suono primordiale che ha dato origine alla creazione noto come OM è spesso raffigurato nella sua forma scritta originaria: ॐ

La forza curativa del suono e della musica era già conosciuta nei millenni addietro così come quella della voce, al punto che si ritiene che il potere degli Armonici fosse ben noto.
Gli Armonici sono i suoni acuti e meno intensi che si aggiungono ad un suono fondamentale che non è mai puro ma arricchito da questi particolari suoni che nel caso del Canto Armonico o Difonico risultano essere come dei flauti, dei fischi o un coro angelico.

Nel corso del tempo, l’informazione curativa del suono e della voce è rimasta rinchiusa all’interno di comunità monastiche, come quella tibetana, o praticata da sciamani di varie tradizioni culturali che se le tramandavano per via diretta, unica e orale.

Seppure ancora gran parte delle persone non è al corrente del Beneficio del Suono, fortunatamente queste nozioni hanno “saltato” il fosso e sono giunte alla nostra portata. I libri che trattano questi argomenti sono sempre di più e sono sorte Università ed Accademie che insegnano ad utilizzare la forza curativa del suono. Al momento negli U.S.A. e in Germania esiste un percorso formativo del genere.
Il suono comincia a fare la sua comparsa in ambienti ospedalieri ed in Gran Bretagna è possibile richiedere la presenza sonora durante un intervento chirurgico. In Svizzera, al nord, c’é chi lavora con il suono in ospedale.
Un po’ ovunque ci sono formazioni in musicoterapia che lavorano sull’interazione uomo-suono.

Tutto attorno a noi vibra e produce pertanto un suono non sempre udibile. Il nostro udito è il primo organo di senso che comincia a funzionare, un po’ prima dei 5 mesi di gravidanza, e l’ultimo che smette di funzionare, da qualche ora a qualche giorno dopo la morte fisica. La sua capacità discriminatoria è molto elevata tanto che riesce a distinguere più suoni all’interno di una musica, a definire dove si trova la fonte sonora, la distanza da questa. Il suo raggio va da 16 ai 25.000 Hz per un orecchio in buona salute ma è bene ricordare che l’ascolto di musica a volumi molto elevati come in situazioni da concerto, può nel tempo, deteriorare la capacità di ascolto e limitarla ad un raggio inferiore così come sottoporsi a suoni molto forti tipo martello pneumatico, tagliaerba e simili senza le dovute precauzioni.

Ricevere il Suono come elemento armonizzante e rilassante produce effetti che perdurano a livello fisico per 2-3 settimane ed a livelli più sottili per tempi più prolungati.

Benessere Suono e Acqua
Le Vibrazioni si propagano nell’acqua ad una velocità di circa 1500 metri al secondo rispetto ai 331 metri al secondo nell’aria.
L'acqua trasmette dunque il Suono ad una velocità di quasi 5 volte maggiore.
Basti pensare ai delfini ed alle balene che, con i loro infrasuoni ed ultrasuoni,  sono in grado di comunicare tra loro da diversi km. fino a un centinaio di km. di distanza (le distanze variano in funzione della specie) .
L’acqua è un elemento molto assorbente ed in grado di mantenere la vibrazione, sotto forma di informazione, anche per lungo tempo.

Gli studi dello scienziato giapponese Dr. Masaru Emoto hanno evidenziato questa particolare qualità ma anche quelli della biologa italiana D.ssa Enza Ciccolo.
Attraverso acque stimolate da informazioni diverse è stato possibile misurarne l’effetto tramite fotografie dei vari cristalli d’acqua che si formavano.

Qui si può vedere l’esempio di un cristallo d’acqua sottoposto all’informazione



Amore e Gratitudine:Articoli  ed un altro alla parola    Grazie: Articoli  


e di un altro informato con la frase:     “Mi fai stare maleArticoli         

Vi sono acque che per via della loro elevata frequenza sono definite Acque a Luce Bianca o Acque di Luce. A quest’ultime sono riconosciute spiccate capacità benefiche utilizzabili per diverse patologie. Spesso queste acque si trovano in prossimità di luoghi legati al culto religioso ma espletano la loro funzione aldilà di ogni credenza. Nomi ben conosciuti richiamano storie di vario genere: Lourdes, Montichiari, Efeso, S. Maria delle Fontane, Medjugorje ma, ripeto, le prove di attestata efficacia sono di carattere scientifico e che esulano quindi dalla sola fede.

Sull’onda di quanto detto, dell’acqua sottoposta ai suoni di strumenti armonici sarà inondata dalle vibrazioni del Suono e potrà essere bevuta “informata” di queste vibrazioni armoniche. Al gusto, assaggiandola prima dell’informazione per avere un raffronto, l’acqua risulterà in seguito oleosa, leggera, o densa, a dipendenza degli strumenti utilizzati e/o della percezione e dello stato d’essere del soggetto.
Benefici sul Corpo Umano
Per ampliare l’argomento è utile dire che il corpo umano è costituito da un insieme vibratorio di diverse frequenze…un’orchestra che suona la melodia della nostra vita!
Perlopiù questi suoni si trovano nella soglia non udibile a livello fisico ma percezioni sottili ci possono aiutare in tal senso.
I nostri organi sono quindi gli strumenti del nostro Corpo, e secondo l’Armonia della Natura e del Benessere dovrebbero sempre essere in risonanza tra di loro. Uno strumento non intonato equivale ad un organo malato o debole che non sarà in grado di emettere la sua naturale frequenza armonica.
Con l’andare del tempo questa dissonanza potrà sfociare in malattia facendoci percepire malessere fisico e/o emotivo.

Essendo noi stessi una vibrazione viviamo immersi in un oceano di vibrazioni che ci guida verso lo sviluppo e la scoperta della nostra vera Essenza.

Attraverso l’Ascolto profondo del Suono, il nostro corpo ha la facoltà di ri-intonarsi alla giusta frequenza della Natura, diversamente chiamata Frequenza Armonica, e ritrovare così il suo Benessere Naturale.

Foto tratte dal libro “Messaggi dell’acqua” di Masaru Emoto
Informazioni tratte da varie fonti

 

 

Le Nuove Costellazioni Familiari secondo Bert Hellinger

Marie Sophie Hellinger ci illustra, in un testo mai pubblicato prima in Italia, l’evoluzione del lavoro di Bert Hellinger ormai noto e riconosciuto in tutto il Mondo, che sarà alla base del corso di specializzazione e di perfezionamento che terranno insieme a Roma dal 20 al 27 gennaio.

L’EVOLUZIONE
Le costellazioni familiari praticate oggi in tutto il mondo vengono generalmente chiamate metodo Hellinger e indicate come costellazioni familiari secondo Bert Hellinger. “Le costellazioni familiari sono Bert Hellinger”, scrive Bert Ulsamer nel suo ultimo libro pubblicato di recente. Hellinger nel corso dei suoi lunghi anni di studio e con la pratica è giunto alla comprensione che mettendo in scena diversi membri della famiglia, si possano modificare molti destini pesanti .

L’AMBITO DI AZIONE
Circa 25 anni fa Bert Hellinger ha cominciato a trasmettere le proprie scoperte nell’ambito di piccoli seminari specializzati. A quel tempo non sapeva ancora quali scoperte fenomenali avesse realmente fatto e quale tesoro nascondessero. Pensava che le sue comprensioni, che allora metteva in pratica nelle costellazioni familiari, avevano sì reso possibile a molte persone cambiamenti sostanziali di vita, ma che queste rientravano nell’ambito della psicoterapia, e quindi la pratica delle costellazioni familiari doveva essere sopratutto nelle mani di psicoterapeuti e di professionisti affini. Nel frattempo però Hellinger riconobbe che le sue comprensioni e il metodo delle costellazioni da lui ulteriormente sviluppato fosse così profondo e ad ampio raggio, da trovare di fatto accesso in tutti gli ambiti della vita e dare nuovi importanti impulsi che vanno ben oltre l’ambito della psicoterapia.
In realtá non è possibile costringere le costellazioni entro determinati limiti e lasciarne prerogativa ad alcuni settori professionale. Gli ordinamenti che in esse agiscono e che Bert Hellinger ha messo in luce ed esplorato in tutta la loro portata nei diversi ambiti della vita, verebbero altrimenti fondamentalmente equivocati. E pertanto anche le possibilitá che le rappresentazioni familiari offrono non potrebbero essere fruite in tutta la loro pienezzae potenzialitá.
Bert Hellinger ha trasmesso generosamente e senza riserve il suo sapere e le sue competenze a tutti coloro che intendessero apprenderle e utilizzarle, senza avanzare per sé alcuna pretesa o intervenendo sotto forma di guida o di controllo. E’ per questi motivi che le costellazioni hanno trovato così rapida diffusione.

LO SVILUPPO
Chi conosce Hellinger sa che il suo nome è sinonimo di apertura, disponibilità, liberalità, deferenza, partecipazione, rispetto e amore. Sembrano vecchie parole ma oggi hanno più importanza che mai poiché mostrano che niente può rimanere statico in un approccio alla vita caratterizzato da questi contenuti, ma che tutto procede e che è in atto qualcosa di grande, che porta sempre in avanti. Rimanendo con una simile attitudine, ognuno di noi può rimettersi e beneficiare di questa forza che conduce in avanti. Essa rende manifesto che non esiste una fine di una situazione e neppure uno stare, ma che tutto è in continuo movimento e tende ad espandersi e a diventare più ampio, più grande, più profondo, più alto.
Bert Hellinger ha continuato negli anni la sua ricerca sempre più approfonditamente confrontandosi anche con nuove richieste. Solo col tempo si è reso conto di cosa avesse realmente scoperto e la portata dei benefici effetti che le costellazioni possono avere praticamente in tutte le relazioni e in tutti gli ambiti della vita. Per ben sei anni Bert Hellinger ha rivolto la sua attenzione e indagato in quel fenomeno che di fatto influenza tutti gli ambiti della vita con un movimento che ne inibisce le potenzialitá e le opportunitá. Solo in seguito è riuscito a cogliere le grandi connessioni ad esso legate e ha potuto condividerle con altri. Si tratta delle sue intuizioni e comprensioni fondamentali relative ai diversi modi di agire della nostra coscienza.
Hellinger negli ultimi anni ha rilevato che le costellazioni, come si sono fatte fino ad oggi, possono considerarsi superate. Egli ha continuato a modificarle ulteriormente con altre nuove conoscenze e le ha innalzate ad un nuovo livello. Questa nuova modalità di lavoro, così come oggi Hellinger la pratica e la insegna l’ha definita “andare con lo spirito “ e “Hellinger sciencia”.

HELLINGER SCIENCIA

La “Hellinger sciencia” è una scienza universale delle relazioni umane in tutti gli ambiti della vita. Essa mostra che ogni azione, ogni atto che l’uomo compie, è sempre in relazione con le azioni e gli atti delle altre persone. Ognuno si troverà prima o poi faccia a faccia con le proprie azioni e dovrà affrontarne le conseguenze.
Le costellazioni familiari, in questa nuova forma ampliata da Bert Hellinger, portano a riconoscere le leggi essenziali per tutte le relazioni umane. Con le nuove costellazioni familiari, si aprono vie e possibilità completamente nuove, che non pongono al centro la causa del problema, ma l’uso, il riconoscimento e l’inclusione di queste leggi. Tali leggi sono alla base di ogni relazione. Bert Hellinger le chiama: gli ordini dell’amore in movimento. Questi ordini sono molto sottili e spesso agiscono dapprima sul piano inconscio e questo ne rende difficile l’osservazione. Il pericolo sta proprio in questa non osservazione.
Saggi famosi come Kungtse e Laotse hanno riconosciuto queste leggi già nella preistoria. Sono state allora descritte ne “ I Ching” nel segno numero 37.

LE NUOVE COSTELLAZIONI FAMILIARI E IL LORO EFFETTO

Bert Hellinger ha avuto bisogno di migliaia di costellazioni per verificare questi ordini in tutte le relazioni della vita per poter poi riconoscere che procedere secondo determinati schemi e tecniche nelle nuove costellazioni “andare con lo spirito”, è superfluo.
Queste nuove costellazioni familiari mostrano, accanto alla psicoterapia, il loro valido aiuto e permettono di andare avanti in molte altre forme e attività della vita non prese in considerazione dal metodo usato fino ad oggi. Per esempio in professioni a carattere terapeutico, nell’educazione, nella professione e nel lavoro in genere, nell’approccio col danaro, o nel prendere decisioni per il futuro. O anche scelta di una professione, per costituire un’azienda, nel fondere gruppi di aziende e gruppi politici. Oppure nella scelta dei criteri per svolgere un’attività di grande responsabilità o in genere per continuare un’impresa  sia nell’ambito delle idee che in ambito pratico, poiché tutto in fondo ha a che fare con esseri umani e con le loro reciproche relazioni.
Nelle nuove costellazioni familiari si mostra che ognuno può essere aiutato, sia il bambino che la madre o il padre, sia l’imprenditore il politico, o lo sportivo, ad entrare con gli altri in quella relazione che unisce anziché dividere. Si tratta di mettere in pratica gli ordini fondamentali della vita e dell’amore.
Queste leggi tendono a fare sì che tutto ciò che era diviso e in discordia, e che era stato separato in una qualche forma artificiosa, si ricomponga pacificamente e possa trovare un’unità. Questo momento di unione, nel riconoscere rispetto e considerazione a ciò che è stato, è fautore di pace. Se queste leggi vengono osservate, riconosciute, rispettate come base di ogni società, portano immancabilmente alla pace, alla riconciliazione e al successo. La Hellinger sciencia è pertanto anche una scienza del successo.

LA DIFFERENZA
La differenza fra le costellazioni familiari tradizionali e le nuove costellazioni può essere riconosciuta solo da chi si è totalmente dato ad esse, vale a dire da chi ha partecipato senza riserve ai seminari in cui Bert Hellinger ha introdotto e messo in partica questa nuova modalità .
Il costellatore può sperimentare su di se l’esperienza di essere preso da un’altra forza e sentirsi coinvolto in qualcosa di totalmente nuovo. Improvvisamente sperimenta che ciò che si manifesta in una costellazione diventa dentro di lui e nella sua consapevolezza una realtà che fino ad ora aveva sperimentato solo parzialmente. Per il costellatore esperto non è certo semplice imparare nuovamente daccapo, tanto più che le costellazioni tradizionali, pur entro i loro limiti, continuano ad avere la loro ragion d’essere.
Le costellazioni tradizionali costituiscono la base delle nuove costellazioni progredite, e restano la base per questo nuovo piano spirituale. Se il costellatore è pronto ad inoltrarsi in ambiti più profondi, gli si schiudono possibilità del tutto nuove e molto più profonde. Le nuove costellazioni conducono essenzialmente in altre dimensioni, in cui spazio e tempo non esistono più e in cui il passato, il presente e il futuro si incontrano nello stesso punto. Qui è conservato tutto: ciò che è stato, ciò che è e ciò che sarà.
Le nuove costellazioni utilizzano un metodo completamente nuovo che conduce in altri ambiti. Qui non sono necessari rituali, cerimonie e simboli. E’ necessario solo l’adeguata apertura e queste altre dimensioni si aprono nel giro di pochi minuti a tutti. Il modo di procedere in questa nuova forma è più contenuto, rispetto a come si era abituati. Nelle nuove costellazioni siamo costretti ad affidarci completamente ad una forza più grande. Poiché il grande segreto dell’effetto rivoluzionario delle nuove costellazioni familiari è una totale sottomissione al lasciarsi condurre e ne consegue l’essere condotti.
E’ necessaria la disponibilità del costellatore a non volere nulla per se stesso e ad affidarsi alla guida dello spirito.  Il lasciarsi guidare, e l’ affidarsi totalmente in piena fiducia ai movimenti dello spirito sono le caratteristiche cardine delle nuove costellazioni.
L’arte di questa nuova modalità di fare le costellazioni consiste nel riconoscere le connessioni senza interpretarle perché altrimenti verrebbero fissate e non sarebbero quindi più in movimento e in relazione con tutte le dimensioni presenti e che sono in connessione con tutto.

FORMAZIONE E PERFEZIONAMENTO
Per offrire a tutti la possibilità di sperimentare su se stessi queste nuove costellazioni, per poterle poi trasmettere ad altri, Bert Hellinger propone da poco tempo corsi di formazione e di perfezionamento in questa nuova forma di costellazioni familiari in tutto il mondo. Tutti i corsi attualmente in atto, anche quelli con diploma finale, con Bert e i suoi docenti seguono questo nuovo sviluppo, cosicché i nuovi costellatori vengono introdotti nella modalità dell’ “andare con lo spirito” già durante il periodo della loro formazione. Per coloro che intendono dedicarsi più profondamente a questo lavoro, Bert Hellinger offre, insieme a sua moglie Sophie corsi di formazione intensivi sulle costellazioni familiari progredite “Andare con lo spirito”.
Perciò sono benvenuti sia coloro che si sono già formati come costellatori in qualsiasi scuola, sia coloro che già conoscono le costellazioni e le hanno utilizzate e le vogliono usare nella nuova forma e sia coloro che vogliono imparare ad utilizzare le conoscenze della Hellinger sciencia nel loro lavoro e nei loro campi di azione, per diventare fautori di pace nel loro ambiente. Comunque è richiesta la conoscenza delle costellazioni familiari “tradizionali”, meglio se giá esperimentate.
Il presupposto fondamentale per apprendere questa nuova modalità di fare le costellazioni è però unicamente l’atteggiamento conforme, l’esperienza di vita, il rispetto e la gratitudine.
Chiunque voglia crescere negli “ordini dell’amore in movimento” è invitato a questa formazione nella Hellinger sciencia con Bert Hellinger.


Tratto dal numero 102 della rivista Re Nudo

 

Medicina Naturale all'ASL

Agopuntura in sala parto, fitoterapia in ospedale, omeopatia e massaggio shiatsu nell’ambulatorio asl. Si moltiplicano in tutta Italia, le esperienze di medicine non convenzionali praticate dal servizio pubblico... 

San Donnino è uno dei numerosi borghi di origine agricola, assorbiti negli ultimi anni dalla tumultuosa e disordinata crescita della periferia di Firenze. Oltre che per l’infausta Agopunturapresenza di un grande impianto d’incenerimento, chiuso solo dopo un’estesa mobilitazione popolare, il piccolo centro è noto alle cronache per essere sede della più numerosa comunità cinese d’Italia. Se si aggiunge che la quasi totalità dei cinesi lavora in proprio in piccoli laboratori di pelletteria, frequenta solo connazionali e spesso non parla neanche italiano, si possono comprendere bene le grandi difficoltà d’integrazione esistenti. 

 

Agopuntura per tutti 

In questa cornice di diffuso degrado urbanistico e sociale, decisamente lontana dall’immagine comune di Toscana felix cui siamo abituati, è in funzione oramai da ben quattro anni un’iniziativa pilota di grande interesse: l’apertura di un ambulatorio dedicato interamente alla medicina tradizionale cinese. Un progetto di grande respiro non solo per i riflessi positivi sul processo d’integrazione della comunità cinese di San Donnino, ma anche per l’intera popolazione del capoluogo fiorentino. Vediamo perché.

Le ragioni dell’apertura di Fior di Prugna (è questo il nome dell’ambulatorio) - spiega Sonia Baccetti, medico agopuntore, responsabile del centro - vanno ricercate nella volontà della Regione Toscana d’offrire, da una parte un’assistenza sanitaria più vicina alla sensibilità della comunità cinese, dall’altra sperimentare l’introduzione della medicina naturale in una struttura pubblica”. E’ ancora troppo presto, per capire se l’iniziativa farà sentire più a casa loro i cinesi di Firenze, ma di sicuro sono numerosi i fiorentini contenti di poter ricorrere all’agopuntura e al massaggio cinese, in un ambulatorio Asl e a costi decisamente ridotti (70.000 per 4 sedute). I disturbi più comuni.  

Quali sono le malattie e i disturbi più comuni curati nell’ambulatorio “Fior di prugna”?

I risultati migliori - spiega Sonia Baccetti - si registrano nelle patologie dolorose acute (cefalee, disturbi digestivi, respiratori, urinari, circolatori, dolori muscolari, articolari e mestruali), ma anche nei casi di ansia, depressione, malattie della pelle e in molti disturbi legati alla gravidanza”. Oltre ad utilizzare esclusivamente tecniche e rimedi naturali, l’ambulatorio di San Donnino si distingue anche per l’approccio globale al malato, così com’è richiesto dalla corretta applicazione della medicina cinese. “Prima di tutto ci preoccupiamo di realizzare un’accurata anamnesi - commenta, la responsabile del centro - dove oltre ai vari sintomi si indaga anche sulle abitudini alimentari e comportamentali. Un’indagine necessaria per individuare la natura del ristagno energetico, ritenuto dalla medicina cinese l’origine di ogni malattia. Dopodiché effettuiamo l’esame obiettivo (torace, polmone, cuore, ma anche polsi, lingua, e colore della pelle)”.

Un’altra caratteristica del centro di medicina naturale di San Donnino è l’integrazione tra le varie discipline. Diagnosi e terapia vengono stabilite collegialmente dall’intera équipe, composta da un medico agopuntore, una dietista e una massofisioterapista. Inoltre, al fine di stimolare nei cittadini il recupero della cultura dell’autocura, prima ancora dell’inizio della terapia vera e propria, ai pazienti vengono impartiti consigli di natura dietetica, insieme ad alcuni semplici esercizi di automassaggio, di ginnastica o di respirazione.

A sfogliare il registro delle prenotazioni i risultati sembrano più che soddisfacenti. L’interesse dei cittadini cinesi e italiani è tale che, tranne nel caso dei bambini e delle donne in gravidanza, è necessario aspettare diverse settimane per una visita. Il tutto senza gravare pesantemente sulle casse pubbliche.

Tratto da AAM Terra Nuova, aprile 1999

Il linguaggio segreto del nostro inconscio

Cos’è la comunicazione non verbale? Si potrebbe definirla come tutti quegli atti comunicativi non rientranti nel normale linguaggio logico. Infatti, il nostro cervello è costituito da due emisferi: uno destro e uno sinistro. Non sono separati (altrimenti non saremo vivi!) ma si tratta di una suddivisione di comodo in quanto nella parte destra vi sono la maggior parte delle funzioni del nostro inconscio (creatività, emozionalità, sogni, intuizione ecc.) mentre in quella sinistra vi sono quelle adibite alla parte razionale (logica, matematica, valutazione, capacità sequenziale, parola ecc.). Mentre la parte razionale utilizza il linguaggio informativo per comunicare (il tipo di comunicazione maggiormente conosciuta), l’inconscio utilizza un altro genere di comunicazione: la comunicazione non verbale. Si tratta di gestualità, tono di voce, gestione degli spazi territoriali e “toccamenti” (ad esempio, dare una pacca sulla spalla, o toccare se stessi come accarezzarsi i capelli). Si tratta di un vero e proprio mondo sommerso di cui ignoriamo l’esistenza o a cui non diamo troppa importanza. La società occidentale è essenzialmente basata sulla logica e la razionalità (emisfero sinistro) e per questo tendiamo a dare importanza in maniera esclusiva al linguaggio informativo. Badiamo più alle parole che al modo in cui sono espresse.

Se, ad esempio, chiediamo ad un nostro amico di prestarci l’auto e questo ci risponde che lo farà, prestiamo ascolto solo alle parole dette. Non notiamo, ad esempio, se mentre asserisce scuote la testa (come a indicare un “no”), abbassa inconsciamente il tono di voce (quasi a non voler pronunciare quelle parole) o tende ad allontanarsi da noi (quasi a “prendere le distanze” dall’affermazione). In questo esempio, riscontriamo una serie di incongruenze tra comunicazione logica e inconscia. E non dovremo meravigliarci se il nostro amico ci chiamerà dopo un paio d’ore per dirci che a causa di un impegno imprevisto, non potrà mantenere la parola data. Ma vorrei farvi un esempio ancora più semplice: quante volte è accaduto di incontrare qualcuno che, da un punto di vista logico ci ha fatto discorsi ineccepibili, seri e pieni di buone intenzioni ma, quando poi se ne andato, dentro di noi ci siamo detti: “Questo non mi convince?”. Eppure, ha fatto dei bei discorsi! La spiegazione è semplice: il nostro inconscio decodifica i segnali non verbali del nostro interlocutore (conosce la comunicazione non verbale!) e filtra le incongruenze. L’unico modo per avvisare la parte logica consiste nell’inviargli una sensazione (che spesso ignoriamo). Infatti, quello che faremo qui è rendere logica la comunicazione non verbale, ricodificare un linguaggio ormai perso in quanto da piccoli usavamo solo questo (non sapevamo usare il linguaggio informativo).
Ma, a questo punto, si potrebbe affermare che questo è un sistema per smascherare le bugie. Non è proprio così. Tornando all’esempio del nostro amico che vorrebbe prestarci l’auto, potrebbe darsi che lui sia convinto logicamente di potere soddisfare le nostre richieste ma forse ha completamente dimenticato che l’auto gli serve per una commissione. Ma il suo inconscio non lo ha dimenticato e lo comunica. Ma perché è importante conoscere il linguaggio del nostro inconscio? Forse, la domanda non è corretta: quanto il linguaggio dell’inconscio influenza la comunicazione? E quanto conta quello logico?
A tal proposito sono stati effettuati degli studi e delle ricerche il cui risultato è a dir poco sconvolgente: il 93% della comunicazione è gestita dall’inconscio. La parte razionale influenza il 7%. Questo non vuol dire che il linguaggio informativo non è importante, anzi, provate a parlare con qualcuno solo gesticolando e senza esprimere un significato logico: probabilmente vi scambierà per pazzi. Anche se ha solo il 7%, ha un’importanza fondamentale in quanto tutta la nostra cultura si basa su comunicazione di tipo informativo.
Conoscere la comunicazione non verbale è un ottimo sistema per decodificare la comunicazione del nostro interlocutore in tempo reale, sapere se chi abbiamo di fronte gradisce o rifiuta i nostri argomenti, potendo leggere in lui come in un libro aperto sollevando il velo dei convenevoli logici! È un sistema per capire da cosa è stimolato il nostro interlocutore, qual è l’argomento che ama e utilizzarlo per creare un rapporto empatico. Infatti, ho suddiviso i segnali in tre categorie: Gradimento, Rifiuto e Specifici. Il nostro inconscio si esprime in maniera semplice e comunica gradimento o rifiuto verso un argomento, una parola o una persona. I segnali Specifici sono una variante di rifiuto e gradimento ma con qualche significato in più.
Alcuni segnali

1. Bacio dato a se stessi.
Il nostro interlocutore esprime un specie di bacio inconscio, un “arricciamento” delle labbra. Questo segnale significa che l’argomento o la parola espressa lo stimola e che dovremmo approfondire quanto detto. Si sta creando in lui un interessamento positivo. Spesso questo segnale è appena accennato e poco visibile.

2. Pressione della lingua all’interno delle guance.
Questo segnale è visibile come un rigonfiamento delle guance e viene espresso rarissime volte. Significa che l’interesse verso l’argomento a la parola espressa è molto alto (anche se non si è raggiunto il massimo del gradimento). Infatti è precedente ad un altro segnale (il linguino – esposizione della lingua). Si potrebbe dire che siano collegati. È come se la lingua accarezza internamente le guance per poi esporsi.

3. Accarezzamento delle labbra con le dita o il dorso della mano.
Il nostro interlocutore si accarezza le labbra utilizzando le dita o il dorso della mano. Può essere espresso anche utilizzando, ad esempio, una penna. In genere tutti gli atti concernenti l’accarezzamento, esprimono gradimento. Questo segnale significa che il nostro interlocutore è coinvolto emotivamente verso la parola o argomento espresso.

4. Linguino.
Si tratta del massimo segnale di gradimento. In percentuale potremmo affermare che è pari al 100%. Si tratta di una breve esposizione della lingua sulle labbra come per umidificarle. Questo segnale esprime il massimo dell’empatia. Se il vostro interlocutore tende a fare spesso e volentieri questo atto, a prescindere dall’argomento, vuol dire che il gradimento è nei vostri confronti.
Bibliografia consigliata:
- "Come interpretare i messaggi del corpo" di  Marco Pacori - De Vecchi
- "I Poteri Segreti della Comunicazione Empatica" di Vincenzo Fanelli - Editrice Proto


tratto da www.vincenzofanelli.com

Fisica o Misticismo?

Le nuove frontiere della Fisica Quantistica

di Vincenzo Fanelli
Tratto da "Nea Agorà" dicembre 2002/gennaio 2003 - anno VIII nn.4/02 - 1/03


Per anni l'uomo si è spinto verso le esplorazioni spaziali alla ricerca di nuove meraviglie nella speranza di comprendere meglio la natura dell'universo che lo circonda. In seguito, ha scoperto che sotto i suoi occhi esiste un mondo inesplorato e che contiene tutte le risposte di cui ha bisogno: il mondo subatomico. La realtà che ci circonda è governata da leggi empiriche abbondantemente studiate da Isac Newton e che costituiscono la fisica attraverso cui si esplora e si misura il mondo. Ad esempio, se si lasciano cadere dei massi da una montagna, è possibile calcolarne la velocità ed i tempi di rotolamento. Per la fisica classica tutto deve essere misurabile e prevedibile. Grazie ad essa è stato possibile mandare l'uomo sulla Luna. Con questi strumenti i fisici si accingevano ad esplorare il mondo dell'infinitamente piccolo senza sapere che tutte le loro nozioni sarebbero state improvvisamente stravolte. La curiosità di conoscere la costituzione del "primo mattone" della materia li ha spinti in un luogo dove le leggi della fisica newtoniana sono inservibili. La natura dei "mattoni" della materia che costituisce la realtà che ci circonda smentirono le aspettative dei ricercatori i quali pensavo di trovare piccoli ma solidi elementi; invece, trovarono impalpabili onde di energia. La solida materia che ci circonda è organizzata da onde energetiche che, come le onde radio, non possono essere individuate precisamente nello spazio in quanto presenti ovunque. Ad esempio, la penna sulla nostra scrivania può essere individuata nello spazio, mentre le onde radio della stazione che ascoltiamo non possono essere individuate con precisione in quanto sono presenti ovunque. Le sorprese per i fisici non erano finite in quanto le onde di energia sono in grado di divenire anche solide particelle. Si scontrarono con un paradosso della natura difficilmente spiegabile con la logica: come può esistere qualcosa che è impalpabile ma che allo stesso tempo è tangibile? Questo paradosso emerse grazie a due fisici che dimostrarono separatamente che la luce può essere sia un onda che una particella: Thomas Young e Albert Einstein
Nel lontano 1803 Thomas Young eseguì un esperimento per accertare la natura della luce. Un fascio di luce solare passava attraverso un foro; davanti a questo foro vi era un pannello con due fenditure verticali che potevano essere coperte con un stoffa; infine, dietro al pannello con le due fenditure vi era un muro su quale poteva riflettersi la luce proveniente dalle aperture. Quando una delle due fenditure verticali veniva scoperta, il muro si illuminava con la luce solare in un determinato punto. In seguito, scoprì anche la seconda fenditura; sul muro vi doveva essere la somma della luce proveniente dalle due aperture. Invece, le cose andarono diversamente: sulla parete si proiettarono una serie di strisce alternate chiare e scure e la luce non appare nello stesso punto di quando era aperta solo una fenditura. Questo era dovuto ad un fenomeno di interferenza della meccanica ondulatoria. Le onde di luce passando dalle due fenditure interferiscono e in alcuni punti si rafforzano (strisce chiare) in altri si annullano (strisce scure). Questo esperimento dimostrò la luce è composta da onde.
 
Ma Einstein e Plank misero in evidenza la natura corpuscolare della luce in quanto agiva sulla materia come particella.. Ci troviamo nuovamente di fronte al dualismo onde-particelle, qualcosa che è può essere individuato in un punto dello spazio ma che allo stesso tempo non lo è. La meccanica quantistica ci dice che le due verità possono coesistere e che nessuna esclude l'altra. Se noi rifacciamo l'esperimento considerandolo in termini di particelle (fotoni), ci troviamo di fronte ad un altro enigma; quando è aperta una sola fenditura, la particella viene sparata e colpisce il muro in un determinato punto, lo stesso punto che invece sarà scuro se apriamo anche la seconda fenditura. Le domande che sorgono sfidano la logica:
Come fa la particella a sapere che deve colpire proprio quel determinato che invece sarà scuro quando l'altra fenditura sarà aperta e che ci sono due aperture? E le informazioni come fanno a circolare così velocemente?

Il fisico E. H. Walker esprime un'ipotesi suggestiva: i fotoni possiedono un livello di coscienza, dato per che coscienza si intende qualcosa che sia in grado di elaborare informazioni ed agire di conseguenza. E nell'esperimento di Young accade proprio questo: i fotoni sono a conoscenza del fatto che una o entrambe le fenditure sono aperte e si regolano di conseguenza. Un'altra deduzione molto forte è la seguente: l'universo è costituito da schemi di energia consci.
Il dualismo onde-particelle sembrava un incredibile "koan zen" proposto dalla natura per spingere l'uomo ad elevarsi verso una nuova visione della realtà.
Cominciava a prendere piede una nuova fisica (Fisica Quantistica) che, contrariamente a quella classica, afferma l'impossibilità di prevedere con certezza alcuni fenomeni a livello subatomico.
Albert Einstein non era d'accordo e cercò in tutti i modi di screditarla basandosi sul fatto che la Fisica Quantistica mostra alcuni fenomeni il cui funzionamento non può essere spiegato razionalmente. In altre parole non svela ciò che avviene dietro il sipario calato del palcoscenico. Nel 1935 pubblicò un esperimento svolto con altri ricercatori, Rosen e Podolski (conosciuto come l'effetto "Einstein-Podolsky-Rosen"), nella speranza di mettere in evidenza le lacune delle nuove teorie.
Due particelle venivano lanciate in direzioni opposte. La particella A, durante il suo tragitto incontra una carica magnetica che ne devia la direzione verso l'alto. Cosa succede alla particella B che segue il suo tragitto senza incontrare elementi che ne deviano la direzione? In teoria dovrebbe continuare la sua traiettoria in linea retta; invece, la natura rispose con un altro paradosso non spiegabile: la particella B deviava la direzione assumendo un moto contrario alla sua gemella. In altre parole deviava la sua direzione verso il basso.
Se la particella A, grazie al magnete, deviava la sua direzione verso destra, la particella B si dirigeva verso sinistra. Quello che accade nella zona A influenza l'area B. Questo esperimento dimostra che:

1. le particelle sono in grado di comunicare tra di loro trasmettendo ed elaborando informazioni.
2. la comunicazione è istantanea.


Questo ultimo punto fu pienamente dimostrato nel 1982 grazie a Alain Aspect, fisico dell'Istituto di Ottica dell'Università di Parigi a Orsay (Francia), che eseguì un esperimento simile al precedente, ma i cambi di regolazione potevano essere fatti all'ultimo microsecondo; questo permetteva di essere certi che le informazioni, se viaggiano alla velocità della luce, non potessero essere scambiate tra le particelle. Ma la natura rispose ancora una volta: le particelle comunicavano ugualmente.
La comunicazione istantanea poteva significare che la velocità della luce poteva essere infranta, fatto non accettato da Einstein e da buona parte dei fisici. L'effetto "Einstein-Podolsky-Eosen" voleva dimostrare come le teorie della nuova fisica non erano in grado di spiegare il funzionamento di alcuni meccanismi.
Ma l'effetto fu contrario alle aspettative: i ricercatori, accettando il presupposto che la velocità della luce non può essere infranta, elaborarono una teoria secondo la quale esiste un sistema di comunicazione diverso da quello che noi conosciamo, una comunicazione di tipo non locale. I fenomeni quantistici dimostrano che le informazioni circolano con sistemi che vanno al di là della nostra comprensione classica. Una logica deduzione di quanto appena esposto è la seguente: non esiste alcuna separatezza nell'universo. E questo apre le porte alla spiegazione di alcuni fenomeni poco presi in considerazione della scienza come la telepatia, fenomeno istantaneo. Il fatto più divertente è che la fisica quantistica fornisce uno strumento matematico per comprovare l'esistenza di fenomeni telepatici, manifestazioni rigettate dai fisici ma con cui sono costretti a scontrarsi.

Ma qual è la natura della realtà? Noi siamo abituati a vedere e concepire quello che è attorno a noi in tre dimensioni: lunghezza, altezza, larghezza e tutto si svolge in un contesto scandito dal tempo.
La meccanica quantistica afferma altro. Per farvi comprendere il suo funzionamento ricorrerò ad un semplice esperimento. Supponiamo che io sia seduto ad una scrivania e di fronte a me vi sia un interruttore collegato a due lampadine. Quando schiaccio l'interruttore una delle due si accenderà ma non posso sapere in anticipo quale lampadina, dato che l'interruttore è aleatorio: vi sono il 50% delle probabilità che si accenda la lampadina A o la B. In questo esperimento vi sono un osservatore (io) e il sistema osservato (interruttore e lampade). Le due possibilità sono racchiusa nella funzione d'onda, una elaborazione matematica che ci dice quello che potrebbe accadere (e non una certezza come nella fisica classica); la funzione d'onda dell'esperimento in questione contiene due possibilità (si accende la lampadina A o la B), ma quando aziono l'interruttore e si accende, ad esempio, la lampadine B, la funzione d'onda muta in quanto la possibilità della lampadina A cessa di esistere. Questo fenomeno si chiama collasso della funzione d'onda: svaniscono tutte le possibilità tranne quella che si è concretizzata. Prima che io (osservatore) accerti che la lampadina B è accesa, vi è una potenzialità poliedrica di sviluppo della funzione d'onda. Quando osservo cosa accade vi è un passaggio da tante possibilità ad una dando luogo al salto quantico (passaggio da più probabilità ad una). Quindi, nell'esperimento delle due lampade non vi sono tre dimensioni, ma sei (tre per ciascuna lampadina); se le lampade sono quattro, le dimensioni sono 12. Ma la domanda che sorge è:
quando si verifica il passaggio da un sistema pluridimensionale ad uno tridimensionale (compatibile con la nostra esperienza), in quale momento collassa la funzione d'onda? Quando tutte le possibilità svaniscono tranne una?

Secondo la meccanica quantistica questo avviene quando l'osservatore guarda e/o studia il sistema osservato. In altre parole, la coscienza umana ha la capacità di determinare il salto quantico. Supponiamo di fare l'esperimento in maniera automatica: io non entro nella stanza e il bottone che accende le lampade scatta automaticamente dopo un minuto. Quindi all'interno della stanza, dopo un minuto, una lampada si sarà accesa e per accertamene devo entrare e guardare. La meccanica quantistica afferma che prima di quel preciso momento non esisteva nessuna lampada accesa: la mia osservazione, la mia coscienza ha determinato un salto quantico facendo emergere una delle due realtà.
David Bohm, professore di fisica al Birbeck College, Università di Londra, afferma che la Fisica Quantistica ci propone un nuovo strumento di pensiero e di interpretazione della realtà dove non esistono parti separate dell'universo in quanto connesse ad un livello profondo privo di discontinuità.
Ma se tutto è collegato e non esiste separazione, come mai sono seduto su una sedia solida e la materia mi appare nettamente separata?
Tutto ciò che ci circonda è energia che assume determinate forme in base alla diversa velocità di vibrazione. È come vedere un onda nel mare: ci sembra un'entità ben distinta ma è il mare che acquisisce quella determinata forma.
David Bohm, ha dedotto che la realtà non è oggettiva ma soggettiva, l'universo e la materia per come noi la conosciamo non è altro che una grande illusione creata dai cinque sensi, un grande e dettagliato ologramma. Cos'è un ologramma? Si tratta di una foto a tre dimensioni.. Qual è la differenza tra un foto normale e un ologramma, a prescindere dalle tre dimensioni? Se fotografo una persona con una normale macchina, taglio in due la foto e distruggo una delle due parti, la metà restante non può permettermi di ricostruire la metà scomparsa. In una foto olografica, invece, la metà superstite contiene dentro di sé le informazioni per ricostruire la metà mancante, come se al suo interno vi fosse tutta la persona. A convalidare questo fenomeno vi è un altro fatto interessante: in una foto normale se voglio ritoccare un'imperfezione, non incontro nessuna difficoltà; in un ologramma sono costretto trasformare radicalmente tutto l'oggetto in quanto in ogni parte dell'ologramma è contenuta l'informazione del difetto che voglio correggere. Ogni parte dell'ologramma contiene tutte le informazioni dell'intero soggetto. Solo paragonando l'universo ad un ologramma possiamo spiegare il legame non locale delle particelle in grado di comunicare istantaneamente, dove la separatezza delle particelle non è altro che pura illusione. David Bohm ci dice utilizzare un nuovo strumento di pensiero per comprendere la realtà, metodo già esistente. Per oltre 2000 anni alcune persone si sono impegnate per svilupparlo grazie all'introspezione e agli studi psicologici: le filosofie e le religioni orientali.
Sembra che quando i ricercatori si spingono a sondare la natura ad un livello molto profondo, si scontrano con paradossi non spiegabili da un punto di vista razionale. La natura illusoria della realtà sembra affermare che siamo tutti intimamente collegati; ad esempio, un ragazzo che beve un bicchiere d'acqua in Italia è profondamente collegato ad un altro in Cina che sonnecchia sotto un albero. Questa affermazione non sembra poi così innovativa se prendiamo in considerazione ciò i mistici affermano da tempo: la realtà è un'illusione e siamo tutti connessi. Ogni elemento sembra essere organizzato da un elemento superiore.
Concludendo, esaminiamo cosa affermano le nuove teorie:

1. la materia è costituita da onde di energia
2. questi schemi di energia sono consci
3. la coscienza dell'uomo potrebbe essere in grado di far collassare le funzioni d'onda ed influire sulla realtà
4. nell'universo non esiste alcune separazione ma tutto è profondamente connesso
5. la realtà è diversa da come ci appare perché siamo limitati da filtri percettivi e cognitivi
6. la realtà è un illusione (dato che ne percepiamo una minima parte)


Se prendiamo per buona la concezione olografica dell'universo, il tempo e lo spazio diventano relativi, il passato il presente e il futuro coesistono e ogni concetto di separazione è un artifizio creato dall'uomo in antitesi con la vera natura della realtà. La realtà illusoria sembra essere in attesa di un nostro intervento per poter essere modificata. Solo pochissimi individui riescono a farlo perché la maggioranza ha un forte vincolo creato dalle convinzioni profonde sulla natura separata e razionale dell'universo.
Chiunque nella sua vita, anche solo per una volta, si è imbattuto in qualcosa che sfugge alle normali leggi della logica. Molti hanno preferito non vederla; altri si sono svegliati ed hanno cominciato a sviluppare capacità e potenzialità non comuni. Il fatto interessante è che tutti possono farlo, basta esserne convinti. Chiunque abbia imboccato questo sentiero sa che è possibile divenire responsabili della propria vita.

Bibliografia di riferimento
"Il Tao della Fisica" di Fritjof Capra" – Adelphi Edizioni S.p.A. Milano
"La Danza dei maestri Wu Li" di Gary Zukav - Casa Editrice Corbaccio 

Prendere il volante della propria esistenza

Cominciamo a renderci conto come la “mappa del mondo” di ogni individuo sia soggettiva e sia erroneo pensare che gli altri abbiano una visione del mondo identica alla nostra. La “visione del mondo” si basa su due elementi principali: Convinzioni e Valori.
Questi sono i pilastri che reggono la nostra esistenza. Le convinzioni o credenze sono “quello in cui noi crediamo”. Ad esempio, se un mio amico afferma: “Credo che la libertà sia importante!” esprime una convinzione estremamente importante; la maggior parte dei suoi comportamenti ruoteranno attorno a questa credenza. I valori sono “quello che è importante per noi”. Un esempio di valori sono: la famiglia, l’onestà, l’amicizia, la libertà, il dovere, ecc. Valori e Convinzioni sono elementi intimamente connessi in quanto se affermo “credo che la libertà sia importante”, esprimo sia una credenza che un valore.
In precedenza abbiamo esaminato come le credenze generate da generalizzazioni e cancellazioni (Francesco cerca sempre di fregarmi) limitano le nostre scelte e le azioni.
Altri esempi di convinzioni limitanti sono le seguenti frasi:
Sono un incapace – Le ho provate tutte, ma… - La vita è crudele – Nella vita sono un fallito.
È palese che simili asserzioni sono dannose e influenzano negativamente l’esistenza.
Esempi di credenze positive sono rappresentati dalle seguenti frasi:
Sono in una persona in gamba - Sono positivo – La vita è piena di possibilità – Riesco in tutto quello che faccio.
Ma come si formano le convinzioni?
Si tratta di esperienze emozionali significative (apprendimento emozionale) che si incidono nel nostro programma mentale. Il nostro comportamento è il frutto della somma di: credenze, valori genitoriali e cultura. Le convinzioni positive nascono da esperienze significative positive, costruttive e assertive. Quelle limitanti si creano da eventi negativi, non valorizzanti, delusioni e fallimenti. Generalmente si parte da un presupposto che grazie ad eventi i linea con esso si trasforma in convinzione. Ad esempio, supponiamo che pensi di non saper giocare a calcio (presupposto). In seguito ci provo e durante la partita non riesco a giocare bene. In quel contesto posso dirmi: “Sono un incapace!” (giudizio di valore) e i miei compagni possono rafforzare questa asserzione con altre frasi negative: “Lascia perdere perché sei un fallito!”. Da questo evento può crearsi una convinzione: “Non ce la farò mai” che rappresenta il cemento di tutti gli elementi del nostro essere.
Come bisogna comportasi davanti ad eventi simili per evitare la maturazione di convinzioni limitanti?
Esperienze di questo tipo devono essere viste come nuove informazioni e trasmissioni di dati. È fondamentale riconoscere il momento come fase di apprendimento per migliorare le proprie azioni future: “Grazie a ciò ora so che…”.
La magica capacità che dovete sviluppare consiste nel ristrutturare gli eventi in modo da bloccare il meccanismo che dal presupposto si trasforma in credenza.
Ad esempio, il presupposto “sono incapace” si trasforma grazie a queste magiche domande:

1. Cosa devo fare per ottenere quella cosa?
2. Ho già esperienze simili?
3. Qual è il nuovo apprendimento positivo ?
4. Quale soluzione sarebbe preferibile per me?
5. Quale risorsa ci vorrebbe?

Le riposte vi aiuteranno a focalizzare la vostra attenzione su i punti di forza per migliorare le vostre azioni future.
Quello di cui dovete rendervi conto è che gli elementi negativi che condizionano la vostra esistenza sono puramente soggettivi e che è arrivato il momento di sbarazzarsene in cambio di un’esistenza felice. Riportate su carta tutte le convinzioni limitanti e guardate quanti paletti vi siete e vi hanno messo. Quando la gente emette giudizi di valore negativi su di voi (sei un buono a nulla, sei un fallito ecc.) immaginate queste frasi scritte su una lavagna e cancellatele mentre mentalmente vi dite: elimina, elimina, elimina. E questo stesso procedimento va applicato anche quando siete voi stessi ad asserire simili frasi. Uno dei meccanismi su cui si basa la creazione di schemi mentali statici si basa sulla ripetizione: più volte vi ripetete (o vi ripetono) una frase, più questa si fa spazio nella vostra mente. Quando pensate a qualcosa, le cellule del vostro cervello (i neuroni) si scambiano informazioni disponendosi in una particolare configurazione. Quando smettete di pensarci, lo schema neurale si scioglie. Però, se ogni giorno pensate alla stessa cosa costringendo le cellule a formare sempre la stessa configurazione, alla fine di creano dei ponti fissi e lo schema non si scioglie più. Ecco come si creano i comportamenti automatici o anche le convinzioni. Per farvi un esempio concreto pensate alla prima volta che avete indossato una cintura di sicurezza: avevate la tendenza a dimenticarvene: i neuroni si configuravano momentaneamente per poi sciogliere la formazione in mancanza del pensiero. In seguito, dopo numerose volte che lo avete fatto, è diventato un meccanismo automatico: si è creato uno schema di pensiero statico. Oppure pensate a quante cose fate quando guidate l’auto: schiacciate la frizione, cambiate marcia, accelerate, parlate con un vostro amico, seguite la strada giusta…e tutto questo senza pensarci. La prima volta che siete saliti in auto tutto questo era difficile. Ora ci riuscite perché avete creato delle configurazioni statiche che rendono automatici i comportamenti.
Cominciate a rendervi conto di quanto sia importante prestare attenzione a quello che pensate?
I ricercatori hanno appurato che il numero di volte che occorre per rendere fisso uno schema è ventuno. Ad esempio, se ogni giorno per tre settimane, vi alzate alle sei di mattina e andate a fare footing, creerete una compulsione a fare quel tipo di azione. I primi giorni sarete svogliati ma se avrete forza di volontà per tre settimane, renderete automatico il comportamento.
Questo meccanismo si estende anche ai filmini mentali che appena svegli formuliamo in merito all’andamento della giornata. Se creeremo nella nostra mente delle immagini negative (il capo che ci sgrida, il partner che ci critica) in maniera costante e ripetitiva, non dovremo meravigliarci se realizzeremo quel tipo di realtà. Inoltre, appena svegli, siamo in una fase estremamente ricettiva in cui la nostra mente è facilmente suggestionabile (stato alfa). Quando vi rendete conto che è in atto un simile meccanismo, bloccate i film mentali e proiettate altri positivi e diametralmente opposti in modo da creare schemi di pensiero positivi.
Ma come mai semplici pensieri possono influenzare la realtà esterna?
Quando ci convinciamo che la realtà è fatta in un certo modo, mettiamo in atto in serie di comportamenti inconsci che ci portano nella direzione attesa (anche se negativa). Ad esempio, se siamo convinti che il nostro capo ci sgriderà, metteremo in atto una serie di comportamenti (inconsapevoli) che lo faranno infuriare. Ricordate che una cosa è quello che vuole la parte razionale, un’altra è quella che desidera l’inconscio. Se quest’ultimo lo avete condizionato negativamente, lui farà di tutto per accontentarvi. La parte emotiva non giudica…si limita a fare quello che gli dite.
Stiamo cominciando a scrivere “il libretto di istruzioni” della vostra mente e a definirne le regole che vi permetteranno di migliorare la vostra esistenza.
Cerchiamo di riepilogarle aggiungendone altre.

1. La regola fondamentale che emerge da quanto appena esposto consiste nel ripetere più volte un pensiero e/o un comportamento per renderlo automatico.
2. Un’altra importante regola consiste nel prestare attenzione a quello che diciamo: da ora in poi niente frasi svalorizzanti nei vostri confronti e verso gli altri. Non è saggio programmare negativamente chi ci circonda. Da questo momento ditevi cose positive: sono capace, riesco in quello che faccio, sono positivo.
3. Alla regola appena esposta bisogna aggiungerne un’altra: esprimere le frasi in positivo. L’inconscio non computa in negativo (no – non); ad esempio, se vi dico “non pensate ad un aereo”, la prima cosa che la vostra mente farà sarà quello di pensarci anche se io vi ho detto il contrario. Per questo motivo frasi come “non voglio essere infelice”, “non voglio soffrire”, si commutano in “sono felice”, “io gioisco”. Questa regola è fondamentale se desiderate inserire schemi di pensiero positivi e costruttivi. Se la violate rischiate di ottenere l’effetto opposto.
4. Le frasi devono essere espresse al presente. Asserzioni espresse con verbi futuri non sono particolarmente incisive in quanto la parte profonda è sensibile al presente. “Io sarò felice” deve essere commutato in “io sono felice”. L’inconscio deve sentire la realtà desiderata nel presente.
5. Il momento più adatto per darsi degli ordini positivi (ed eventualmente bloccare film mentali negativi) è al mattino appena svegli. Potete aiutarvi scrivendo una frase che sintetizza quello che volete realizzare e attaccare il foglio in un punto della camera visibile. Potete leggerla ed immaginare voi stessi che concretizzate quanto desiderato. Durante il giorno, anche se non siete in stato alfa, potete sempre applicare queste tecniche ma sono meno efficaci. Se al mattino avete difficoltà nell’utilizzarle, potete scegliere un momento della giornata in cui siete tranquilli, sedervi comodamente e rilassarvi.
Alcuni individui non accettano che il conducente del tram sia l’inconscio e non la parte razionale, soprattutto chi focalizza e sbilancia tutta l’esistenza sulla razionalità. Persone dotate di sensibilità ed intuito sono invece consapevoli di come l’emotività abbia un peso notevole nella vita.

Tratto da:

"Dentro di te si trova il genio della lampada" di Vincenzo Fanelli - Macro Edizioni
"Il Potere di rendersi felici " di Vincenzo Fanelli - Anima Edizioni

Le Emozioni tossiche

L’importanza delle emozioni per la salute acquista sempre maggior peso anche grazie alle nuove scoperte nell’ambito medico. Nel 1974 lo psicologo Robert Ader scoprì che il sistema immunitario è in grado di apprendere. Questo ha dato il via ad una serie di scoperte miranti a dimostrare il legame tra il sistema nervoso e il sistema immunitario.

Francisco Varela, un neuro scienziato, ha chiamato il sistema immunitario “cervello del corpo”. Le cellule del sistema immunitario viaggiano in tutto il corpo ed entrano in contatto con le altre cellule. Quando le riconoscono, le lasciano stare; quando questo non avviene, le attaccano. Infatti, debellano virus, cellule cancerose e tutti gli elementi giudicati estranei all’organismo. In pratica, difendono il corpo da attacchi e costituiscono una difesa. La scoperta di Ader rappresentò un sostanzioso passo avanti in quanto i medici pensavano che il sistema nervoso e s. immunitario fossero entità separate. La psiconeuroimmunologia studia i legami tra di loro (psico = mente; neuro = sistema neuroendocrino; immunologia = sistema immunitario). Una scoperta importante costituì nel dimostrare il forte impatto di alcuni ormoni liberati in fase di stress. Le catecolamine (adrenalina e noradrenalina), il cortisolo e la prolattina sono liberati in fase di attivazione fisiologica che segue lo stress. Quanto più aumenta la loro presenza nell’organismo, tanto più si inibisce temporaneamente il sistema immunitario. Ma se lo stress è intenso e costante, la soppressione può durare per molto tempo. Anzi, si sono trovati dei legami tra cervello, sistema immunitario e cardiovascolare. I chirurghi sanno che operare pazienti tesi o spaventati è sconsigliabile in quanto sanguinano troppo e sono più soggetti ad infezioni. Ansia e panico aumentano la pressione ematica. L’abbassamento delle difese immunitaria rende l’organismo più debole e più facilmente soggetto all’aggressione di agenti esterni.

Ecco perché è importante controllare le emozioni negative. Il problema non sussiste se sono sporadiche. Invece, diventa pericoloso se protratte per lunghi periodo e identificate con il proprio modo di essere.
Individui che provano lunghi periodi di tristezza, ansia, pessimismo, tensione, sentimenti ostili, cinismo e sospetti su chi li circonda, corrono un maggior rischio di ammalarsi di patologie come cardiopatie, ulcera gastrica emicrania, artrite.

Tratto da www.vincenzofanelli.it

 
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